Terni, Culla per la Vita: Verdecchia scrive alla Proietti

Il Consigliere Comunale Guido Verdecchia sollecita la Presidente della Regione Umbria a intervenire sull'Azienda Ospedaliera Santa Maria per sbloccare il protocollo necessario alla riattivazione della struttura, ferma da oltre tre anni.

La riapertura della Culla per la Vita di Terni arriva all’attenzione della Regione Umbria. Il consigliere comunale Guido Verdecchia ha annunciato l’invio di una lettera aperta alla presidente della Regione, Stefania Proietti, per chiedere un intervento diretto nei confronti della direzione dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.

L’iniziativa segue la presentazione di un atto di indirizzo in Consiglio comunale, con il quale Verdecchia ha portato all’attenzione dell’amministrazione la situazione della struttura di via Linda Malnati 8, inattiva da oltre tre anni.

L’obiettivo è ottenere la sottoscrizione del protocollo di collegamento alla rete di emergenza sanitaria, indicato dal Consigliere Verdecchia come il passaggio indispensabile per consentire il funzionamento della Culla per la Vita.

La “Culla per la Vita” a Terni, la richiesta alla Regione Umbria

Con la lettera indirizzata a Stefania Proietti, Verdecchia intende coinvolgere direttamente l’Amministrazione Regionale nella soluzione della vicenda.

Il Consigliere ha spiegato di aver trasmesso alla Presidente regionale anche il documento ufficialmente protocollato a Palazzo Spada, chiedendo un intervento sui vertici dell’ospedale ternano.

Secondo quanto sostenuto da Verdecchia, mentre il Consiglio Comunale di Terni sarà chiamato a discutere l’atto di indirizzo già depositato, la possibilità di riattivare concretamente la struttura dipenderebbe dalle decisioni dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria, la cui direzione generale fa riferimento alla Regione.

Al centro della questione rimane infatti l’autorizzazione alla firma del protocollo necessario per il collegamento con il sistema di emergenza, che, secondo il consigliere, rappresenta l’ostacolo principale alla riapertura.

Una struttura realizzata grazie al contributo del territorio

La “Culla per la Vita” di via Linda Malnati 8 è un presidio destinato ad accogliere neonati in condizioni di abbandono, attraverso un sistema pensato per consentire un intervento sanitario tempestivo.

Nel suo intervento, Verdecchia ha ricordato che la struttura è stata realizzata grazie al contributo di diversi soggetti del territorio, tra cui cittadini ternani, Movimento per la Vita, Fondazione Carit e Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.

I locali che ospitano il presidio sono stati messi a disposizione da Ater Umbria.

Nonostante il coinvolgimento di queste realtà, la struttura risulta, secondo quanto denunciato dal consigliere, ancora inutilizzabile a causa del mancato completamento delle procedure necessarie al collegamento con la rete emergenziale.

Una situazione che Verdecchia chiede di affrontare attraverso un coordinamento tra Regione Umbria e direzione ospedaliera, così da arrivare alla riattivazione del servizio.

Il confronto con Perugia e il collegamento al 118

Tra gli argomenti sollevati dal consigliere comunale figura anche il confronto con quanto avvenuto a Perugia, dove, secondo le informazioni riportate nel suo intervento, la Culla per la Vita è stata riattivata il 1° luglio grazie al collegamento con il 118.

Verdecchia richiama questo precedente per chiedere che venga adottata una soluzione analoga anche nel capoluogo ternano.

La questione viene posta dal Consigliere anche sul piano dell’equità territoriale nell’accesso ai servizi, evidenziando la necessità di garantire a Terni la possibilità di disporre di un presidio già realizzato.

L’attenzione si concentra dunque sulle procedure amministrative e sanitarie necessarie per rendere operativa la struttura, senza ulteriori rinvii.

Il richiamo alla legge regionale sul Fine Vita

Nella lettera alla Presidente Proietti, Verdecchia introduce anche un riferimento alla legge sul Fine Vita, che, secondo quanto riportato dal Consigliere, è stata approvata dall’Assemblea legislativa dell’Umbria il 22 ottobre.

Il Consigliere Verdecchia mette a confronto l’attenzione riservata dalla Regione Umbria alle procedure sanitarie previste da quella normativa con i differenti tempi necessari per completare l’attivazione della Culla per la Vita di Terni:

“Con estremo garbo istituzionale ma con altrettanta fermezza ho voluto porre alla presidente Proietti una questione di coerenza e di giustizia territoriale. Lo scorso 22 ottobre l’assemblea legislativa ha approvato la legge sul Fine Vita, imponendo alle aziende sanitarie umbre commissioni e tempi certi per accompagnare la morte volontaria. È inaccettabile che la stessa sanità regionale non trovi da tre anni il modo di firmare un protocollo per salvare dei neonati a Terni, tanto più che a Perugia la Culla per la Vita è stata regolarmente riattivata lo scorso 1° luglio grazie al collegamento con il 118.” 

Si tratta di un parallelismo politico e istituzionale proposto da Verdecchia, attraverso il quale viene sollecitata una maggiore rapidità nella definizione del protocollo ancora mancante.

La richiesta riguarda in particolare la possibilità di individuare tempi certi per la sottoscrizione dell’accordo e per il conseguente collegamento della struttura al sistema di emergenza sanitaria.

Verdecchia sollecita un intervento della Presidente Proietti

Nel rivolgersi alla Presidente della Regione Umbria, il Consigliere Comunale di Terni ha richiamato l’attenzione sui temi della tutela della vita e delle persone in condizioni di fragilità, chiedendo un’iniziativa istituzionale che consenta di superare l’attuale situazione:

“Sappiamo quanto la Presidente Proietti sia attenta ai temi della tutela della vita e delle fragilità. Per questo le chiediamo di non attendere i tempi lunghi della burocrazia e di dare subito un indirizzo chiaro alla direzione generale dell’Ospedale di Terni affinché quel protocollo venga firmato immediatamente. Si tratta di un atto di valore inestimabile per il diritto alla vita e per la dignità della nostra città”.

La sollecitazione è rivolta direttamente alla Direzione Generale dell’Ospedale Santa Maria di Terni, affinché venga autorizzata la firma del protocollo necessario alla riattivazione del presidio.

Secondo Verdecchia, l’intervento regionale potrebbe rappresentare un passaggio determinante per concludere una procedura rimasta irrisolta per oltre tre anni.

Culla per la Vita, attesa per i prossimi passaggi istituzionali

La vicenda proseguirà ora su due livelli istituzionali: da un lato, la discussione dell’atto di indirizzo in Consiglio comunale a Terni; dall’altro, la richiesta di intervento formalmente rivolta alla presidente Stefania Proietti.

Al centro rimane la necessità di definire il collegamento della Culla per la Vita alla rete di emergenza sanitaria, condizione indicata come essenziale per la sua riapertura.

L’iniziativa di Guido Verdecchia punta quindi a ottenere una risposta dalle istituzioni regionali e dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria, con l’obiettivo di rendere nuovamente operativo il presidio di via Linda Malnati 8.

La riattivazione della struttura resta, al momento, subordinata agli sviluppi amministrativi e alle decisioni degli organismi sanitari competenti.

Foto: Comune di Terni
Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Prove di intesa con il centrodestra, "ma purché non ci sia dentro pure Vannacci"...
Dall’omelia di monsignor Saba al cordoglio delle istituzioni: l’ultimo saluto ai quattro militari italiani morti...
Il sindaco perde la causa contro l'editore di Am Terni Television: le parti si accordano...

Altre notizie