Danni della centrale di Galleto a Piediluco, Comune chiede risarcimento ad Enel

Il sindaco dopo la relazione tecnica: "Lavori hanno danneggiato i fabbricati e non ci sono state agevolazioni sulle bollette"

ll Comune di Terni pronto a chiedere risarcimenti a Enel per i danni ambientali causati dalla centrale idroelettrica di Galleto. Secondo l’ultima relazione, realizzata per conto del comune dall’agronomo Maurizio Borseti, Enel avrebbe avuto un impatto significativo sul bacino idrico e sul centro abitato, creando disagi per i cittadini. Il sindaco, a seguito di queste conclusioni, ha deciso di scrivere ufficialmente all’azienda energetica per chiedere risarcimenti. L’annuncio, nel corso di una conferenza stampa.

Le bollette elevate e un servizio giudicato scadente sono tra le principali critiche mosse dai cittadini. “Scatta ufficialmente la necessità di scrivere all’Enel perchè i cittadini ternani stanno subendo un grave danno e nessuna agevolazione. Si dovrà capire qual è il risarcimento per i cittadini per i danni creati. Azione ormai indispensabile che se non vedrà accordo passerà per tutte le vie a disposizione”, dice Bandecchi

Un punto fondamentale riguarda i lavori effettuati dal Comune tra il 2002 e il 2003, che hanno incrementato il fenomeno dell’erosione del 10%. Alcuni fabbricati sono stati danneggiati e l’amministrazione comunale è stata ritenuta in parte responsabile, con un danno stimato in circa 100 milioni di euro. La proprietà comunale, seppur limitata, sarà al centro delle trattative per risolvere la questione.

Il sindaco ha sintetizzato i concetti principali della relazione di Borseti, chiarendo che i fastidi alle sponde del bacino idrico sono stati causati dalla permessa attività idroelettrica: “Hanno incrementato il fenomeno dell’erosione per una misura del 10%. Alcuni fabbricati sono stati danneggiati e l’amministrazione ne è in parte responsabile”, ha spiegato. Un danno da 100 milioni con il sindaco che ora dovrà fare una trattativa pur essendo limitatissima la proprietà comunale

“Siamo stati condannati perché è stato permesso a terzi di utilizzare il bacino per l’idroelettrico”, ha sottolineato Bandecchi, spiegando che Palazzo Spada dovrà pagare 10 milioni. Ma adesso parte la missiva contro Enel

Per quanto riguarda il Lago di Piediluco “si comprendono le  responsabilità dei fenomeni naturali e parimenti quella della diga Enel”. “C’è  dunque il tema del riconoscimento del risarcimento ma c’è anche da parte nostra la richiesta di intervento di Regione e Stato per quelle opere di consolidamento che presto o tardi dovranno essere attivate per mettere in sicurezza le sponde e le abitazioni. Per quanto attiene alla centrale di Galleto occorre lavorare a una gestione pubblico privata, affinchè i 100 milioni di utili siano patrimonio a favore delle nostre comunità”, è stato spiegato.

 

 

Redazione

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