Nella tarda serata di ieri, le Segreterie Territoriali di Fim, Fiom, Uil, Fismic, Ugl e relative Rsu Tubificio di Terni Arvedi-AST hanno raggiunto un’ipotesi di accordo con l’azienda riguardo al piano di riorganizzazione dello stabilimento ternano. Le organizzazioni sindacali, in una nota “pur condividendo l’impostazione proposta, hanno espresso dubbi sulla reale portata del piano, che viene considerato più una riorganizzazione interna che un vero rilancio dell’attività produttiva. Questo accordo arriva dopo un intenso ciclo di assemblee con i lavorator”.
L’accordo prevederebbe 14 esuberi e non più 19, ma ulteriori sviluppi potrebbero arrivare dai colloqui in corso con l’azienda. I lavoratori, sottolinea la nota “pur mantenendo perplessità sulla sostenibilità del piano dal punto di vista occupazionale, produttivo ed economico, hanno dato mandato alle rappresentanze sindacali di procedere con l’accordo. Rimangono comunque preoccupazioni legate al contesto generale di crisi del settore automotive, che influisce direttamente sulla domanda di prodotti siderurgici. Le assemblee, tenutesi nelle giornate scorse, hanno messo in luce la necessità di una stretta vigilanza sul rispetto degli impegni presi dall’azienda, in particolare per quanto riguarda la tenuta degli attuali livelli occupazionali”.
Secondo l’accordo, le organizzazioni sindacali verificheranno mensilmente gli indicatori essenziali per monitorare l’efficacia del piano di riorganizzazione
“Ora si è certificato che i destini del Tubificio di Terni- concludono i sindacati- sono legati a quelli più generali di Acciai Speciali Terni, per questo oggi abbiamo un argomento in più per chiedere
rapidità e chiarezza a Azienda, Governo e istituzioni locali affinché si concretizzi i totali degli investimenti dichiarati per garantire gli attuali livelli occupazionali del gruppo e dei
terzi”.
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