Cresce la differenziata a Terni: “Ma nessuno pensa davvero ai lavoratori”

La raccolta differenziata a Terni è cresciuta dal 50 al 78%, ma la Fp Cgil denuncia criticità sulle condizioni dei lavoratori e chiede interventi urgenti.

Negli ultimi otto anni, Terni ha visto un aumento significativo nella raccolta differenziata, passando dal 50 al 78 percento. Questo risultato ha posizionato la città al 26esimo posto a livello nazionale, come riportato da Asm. Tuttavia, la Fp Cgil di Terni ha evidenziato alcune criticità, soprattutto in merito alle condizioni di lavoro dei dipendenti che gestiscono il servizio.

Secondo la Fp Cgil, questo successo è il frutto dell’impegno di diverse parti, tra cui “azienda, istituzioni, cittadinanza, associazionismo”. Ma è stato trascurato un aspetto fondamentale: il ruolo dei lavoratori. “I rifiuti non arrivano da soli dalle case dei cittadini e dalle aziende ai centri di raccolta”, ha ricordato il sindacato. Questa dimenticanza è stata definita una mancanza grave, specialmente considerando le difficili condizioni in cui operano questi dipendenti, che svolgono un servizio essenziale sia in condizioni climatiche estreme che in situazioni ordinarie.

Il sindacato ha poi ricordato l’importanza del progetto “Differenziamoci” promosso dall’azienda, e il contributo delle nuove tecnologie introdotte con la guida del presidente Ghione. Tuttavia, nonostante i progressi, la Fp Cgil ha posto l’attenzione sulla necessità di interventi urgenti per migliorare le condizioni lavorative. In particolare, si attende un incontro con Asm per discutere dell’aumento dell’organico, che includerebbe anche il personale interinale, dell’investimento in nuovi mezzi, data la vetustà del parco macchine, e di un miglioramento delle strutture adibite a spogliatoio, promesse ormai da tempo.

Parallelamente, Asm ha avviato un bando di gara riservato alle cooperative di tipo B, che impiegano lavoratori svantaggiati. La Fp Cgil però ha criticato la situazione contrattuale di questi lavoratori, evidenziando come “oltre a dover affrontare un lavoro usurante si vedono applicato un contratto sicuramente meno conveniente rispetto a quello che si applica ai lavoratori dell’igiene ambientale”. Questa disparità comporta che, a parità di orario, i lavoratori percepiscano stipendi sensibilmente diversi, creando un’ingiustizia all’interno del settore.

La modalità di raccolta porta a porta è stata citata come un esempio di gestione green dei rifiuti, ma il sindacato ha sottolineato che essa comporta carichi di lavoro maggiori e problemi di salute per il personale. “Numerose prescrizioni del medico competente di Asm testimoniano la gravità di questi problemi”, ha affermato la Fp Cgil. Di conseguenza, si rende necessario un ripensamento del sistema di raccolta, a partire dall’introduzione di isole ecologiche che potrebbero facilitare il processo, fino a una possibile riduzione delle tariffe per i cittadini in futuro.

Redazione

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