La Corte dei Conti dell’Umbria ha stabilito che non vi è responsabilità da parte di quattro medici dell’ospedale di Terni nella grave disabilità di un ragazzo nato nel 2001. I sanitari erano stati chiamati a rispondere di un presunto danno erariale dopo che l’ospedale ‘Santa Maria’ e la sua compagnia assicurativa avevano liquidato, nel 2017, un risarcimento di 1,2 milioni di euro ai genitori del giovane. Tuttavia, il tribunale ha respinto la richiesta della Procura, ritenendo infondata l’accusa di negligenza nella gestione del caso clinico.
Il neonato, dimesso due giorni dopo il parto con diagnosi di “adattamento fisiologico”, era stato riportato d’urgenza al pronto soccorso con convulsioni, evidenziando un’alterazione della glicemia e un edema cerebrale. Ne seguì un lungo percorso medico, culminato in una diagnosi di encefalopatia epilettica grave e farmacoresistente. Secondo la Procura, la condizione invalidante del ragazzo era una conseguenza diretta di un insufficiente monitoraggio glicemico da parte dei medici. Tuttavia, la Corte ha rilevato che non vi erano prove sufficienti per stabilire un nesso causale certo tra la loro condotta e i danni neurologici del paziente.
Nel 2020, l’ospedale aveva richiesto ai sanitari il rimborso delle somme corrisposte alla compagnia assicurativa, ma la sentenza ha confermato l’assenza di colpa medica, escludendo qualsiasi responsabilità diretta degli operatori sanitari coinvolti.
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