Ast, c’è da la data per il tavolo al Mimit. Ferranti: “Istituzioni siano unite”

Il vicepresidente della Provincia e consigliere comunale annuncia atto di indirizzo e lancia un monito: "L'azienda dica quali intenzioni ha". Il sindacato:Anche la Fismic spinge sul gas: "Mettere in sicurezza i nostri asset strategici, come la filiera dell'acciaio"

Il 2 Maggio prossimo si svolgerà il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo annuncia lo stesso Mimit: al tavolo che sarà presieduto dal ministro Urso, interverranno i rappresentanti dell’azienda, della Regione Umbria, del comune di Terni e delle organizzazioni sindacali.

In una nota, il vicepresidente della Provincia Francesco Maria Ferranti sottolinea: “Il ministro Urso ha fatto sapere che è ripreso il cammino per arrivare alla firma dell’Accordo tra Ast, istituzioni locali, regionali e governo nazionale. Negli ho più volte sollecitato, anche in linea con le posizioni dei sindacati, l’opportunità di concludere in tempi il più possibile celeri la sigla di tale accordo”

Ferranti sottolinea la necessità di stringere visto che il tema dell’energia rischia di sommarsi ai dazi in arrivo. E lancia un monito ad Ast: “Un’industria energivora e pesante che, pur nel rispetto delle autorizzazioni ambientali e delle norme sul lavoro, ha comunque un impatto ambientale considerevole ed espone i lavoratori a condizioni più usuranti e complesse che in altri contesti professionali, deve far sapere alle istituzioni locali e al governo quali strategie e attività vorrà mettere in campo per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale che il territorio paga e per rafforzare il più possibile le condizioni di lavoro per i dipendenti”

Poi l’attacco alla giunta: “Ha dimostrato essere totalmente a digiuno di programmi per incidere a favore della firma dell’Accordo e dei rapporti costruttivi con Ast, al pari dei numeri al lotto annunciati sui disavanzi della sanità”. E annuncia: “Sia come consigliere comunale che in Provincia presenterò due atti di indirizzo con i quali conferire, possibilmente all’unanimità, un mandato forte al Sindaco e al Presidente della Provincia affinché si costruiscano i presupposti necessari a concludere questo percorso”. L’esponente azzurro sottolinea la necessità di affrontare la questione con unità di intenti: “Ast è un’industria di interesse nazionale, la principale realtà economica umbra, ma è in primo luogo un’industria del territorio ternano. Ad essa è legata la nostra economia, è legato un importante indotto e notevoli questioni ambientali le cui conseguenze scontano i ternani”

Anche Fismic all’assalto

Anche la Fismic Confsal con le Rsu va all’attacco sullo stesso tema: “L’incontro rappresenta un segnale importante dopo mesi di attesa e confronti su un percorso complesso ma necessario”.

Il contesto in cui si inserisce il possibile rilancio dell’accordo è caratterizzato da una crescente incertezza, che ha pesato anche sul clima interno allo stabilimento. La Rsu Fismic ritiene che una “cornice istituzionale scritta, che riconosca e valorizzi quanto già investito da parte dell’azienda sul piano produttivo”, possa rappresentare “quel punto di svolta che serve non solo per rafforzare il progetto industriale, ma anche per restituire prospettiva e fiducia ai lavoratori”.

Per le Rsu Fismic Confsal, “non si può pensare a una manifattura competitiva senza affrontare strutturalmente la variabile energia”. Secondo il sindacato è essenziale che l’intesa preveda “un percorso concreto per garantire ad Ast condizioni energetiche sostenibili e stabili nel tempo”, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e assicurare la continuità produttiva.

Lo scenario complessivo in cui si colloca questa vicenda è complesso, influenzato da dinamiche globali come conflitti internazionali, instabilità geopolitica, tensioni economiche tra blocchi e segnali di rallentamento globale. A detta della Fismic in una fase simile “il rischio di una nuova fase recessiva è tutt’altro che remoto”, e proprio per questo è urgente “mettere in sicurezza i nostri asset strategici, come la filiera dell’acciaio e il lavoro che vi gravita attorno”.

“La vera ripartenza – conclude il sindacato- passa da atti concreti, da parole che diventano impegni, e da un sistema di relazioni che sappia costruire, non solo commentare. È il tempo delle scelte. Ed è il tempo della responsabilità”.

Redazione

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