Il lavoro in Umbria è sempre più over 50, crescono anche le donne e i contratti precari

Invecchiamento della forza lavoro, boom degli over 64 e aumento del part-time femminile ridisegnano il panorama occupazionale

Il mercato del lavoro in Umbria sta cambiando pelle, spinto da dinamiche demografiche e socioculturali profonde. L’età media degli occupati cresce più rapidamente rispetto al resto d’Italia e il cambiamento non riguarda solo la composizione per età, ma anche quella per genere e tipo di contratto.

Secondo quanto emerge dall’analisi dell’Agenzia Umbria ricerche, tra il 2018 e il 2024, gli over 50 sono diventati la fascia più rappresentata tra gli occupati, passando dal 36,4% al 42,6%, con un incremento di 32 mila unità. All’opposto, i lavoratori tra i 35 e i 49 anni sono diminuiti sia in termini numerici che percentuali, scendendo al 36,6% dell’occupazione totale. La fascia 15-34 anni, pur in calo demografico, registra una crescita tra gli occupati (+3.600 unità), ma senza incidere significativamente sul mercato del lavoro regionale, a differenza di quanto avviene in altre aree del Paese.

Il cambiamento più rilevante è rappresentato dall’aumento dei lavoratori ultra-sessantaquattrenni, cresciuti del 70% in Umbria, contro il +25% della media nazionale. Un segmento che ora rappresenta il 4,6% del totale, con circa 7.000 nuovi occupati, contribuendo a rendere il quadro regionale più sbilanciato verso l’alto in termini anagrafici.

In questo contesto, il protagonismo femminile emerge come elemento strutturale. Le donne umbre hanno guidato la crescita occupazionale nelle fasce più giovani e tra gli over 64. Tra il 2018 e il 2024, le lavoratrici tra i 15 e i 34 anni sono aumentate del 14,5% (+4.200 unità), mentre gli uomini della stessa età hanno perso l’1,6%. Tra gli over 64, le donne registrano un’impennata del 72,5%, superando anche il dato maschile (+44,3%).

La partecipazione femminile in Umbria si distingue anche per intensità: il tasso di occupazione delle 25-34enni ha raggiunto il 68,6%, mentre per le donne tra i 50 e gli 89 anni si tocca un record nazionale del 33,1%. Complessivamente, il tasso di occupazione femminile si attesta al 44,6%, a un solo punto di distanza dalle regioni settentrionali.

Nonostante questi dati incoraggianti, la qualità del lavoro resta un nodo critico, soprattutto per le donne. In Umbria, quasi una lavoratrice dipendente su cinque ha un contratto a tempo determinato. Un’anomalia rispetto al trend nazionale, dove la stabilizzazione è più marcata. Le donne umbre, infatti, insieme a quelle del Centro Italia, registrano una crescita significativa dei contratti precari, in controtendenza con la riduzione del tempo determinato osservata altrove.

Anche il lavoro a tempo parziale mostra segnali contrastanti. In Italia e nel resto del Centro-Nord, il part-time è in calo, mentre in Umbria aumenta: +5,9% tra gli uomini e +12,2% tra le donne. Quasi un terzo delle lavoratrici umbre è impiegata con orari ridotti. Da un lato, il part-time involontario scende al 16,5%, indicando una maggiore libertà di scelta; dall’altro, la persistente fragilità contrattuale rimane un tema irrisolto, soprattutto tra le donne.

In definitiva, il mercato del lavoro umbro vive un’evoluzione complessa, con un sistema che si regge sempre più sull’apporto delle donne e dei lavoratori anziani, compensando il calo delle fasce centrali d’età. Tuttavia, questa trasformazione non può prescindere da un miglioramento della qualità contrattuale, per garantire inclusione e sostenibilità a lungo termine.

Redazione

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