Terni diventa Capitale…

Con Terni Capitale, il progetto editoriale firmato da Sauro Pellerucci, la città si racconta attraverso visioni, progetti e protagonisti che ne costruiscono un futuro più consapevole e partecipato

Sauro Pellerucci

“Terni diventa Capitale” titolavano solo poche settimane fa alcuni giovani del Liceo Gaio Cornelio Tacito, orgogliosi di vivere da protagonisti il festival del giornalismo che li ha fatti sognare. Il FEGE ha suonato la campanella tanto attesa in città, un segnale che indica Terni come il luogo del loro futuro, restituendo anche a noi la consapevolezza di poter partecipare attivamente a ciò che accade qui, ora.

È con questo stesso spirito che nasce Terni Capitale, una rivista al servizio del dialogo costruttivo. Uno spazio in cui le diverse anime della città possano trovare voce e ascolto, valorizzando iniziative, progetti e visioni in grado di restituire a Terni la visibilità e la centralità che le spettano di diritto. Ogni numero sarà dedicato a un tema specifico, così da offrire uno spaccato sul dinamismo cittadino e promuovere una partecipazione attiva allo sviluppo del territorio.

Terni Capitale sarà quindi una finestra aperta per valorizzare ciò che merita di prendere forma e spiccare il volo. Un’occasione per riscoprire Terni nella partecipazione viva di chi la abita e ne costruisce il futuro con idee e progetti per la cultura, l’economia, il turismo, l’ambiente, l’innovazione e l’industria sostenibile.

Proprio in questa direzione si colloca l’uscita della monografia Terni Capitale delle Acque, che abbiamo voluto produrre come espressione di un ideale di città capace di essere protagonista in casa propria, libera da luoghi comuni e disfattismi e finalmente pronta ad avviare un dialogo che è mancato troppo a lungo.

La tre giorni de Il Potere delle Acque al PalaSì! ha rappresentato molto più di quanto ancora oggi possa apparire: nei momenti passati insieme abbiamo riscoperto l’utilità e il piacere di confrontarci e ascoltarci, ricordandoci che, di fronte al bene comune, le divisioni strumentali e propagandistiche non possono trovare spazio alcuno.

Viviamo tempi in cui la partecipazione appare uno strumento rivoluzionario. Per questo il nostro approccio agli incontri e alla narrazione della realtà futura si fonda sulla gentilezza e si sviluppa nel rispetto del pensiero altrui. Due parole, gentilezza e rispetto, che possono sembrare fuori luogo e fuori tempo, ma centrali nel costruire un futuro degno di essere vissuto da noi e, ancor più, dai nostri giovani.

Ecco, è questo l’inizio di un percorso aperto a chiunque voglia contribuire a riconoscere “il mondo delle persone per bene” che è tutto intorno a noi.

Redazione

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