L’acqua come bene comune: un’eredità da custodire, una visione per il futuro

Intervista a Gianni Di Mattia (Legambiente Umbria) durante “Il potere delle acque”: tra memoria, sostenibilità e nuovi modelli economici

Gianni Di Mattia

Gianni Di Mattia, durante la tre giorni “Il potere delle acque” a Terni, ha parlato del valore profondo dell’acqua. Che cosa rappresenta oggi per voi di Legambiente?
L’acqua, per noi, non è solo un bene da consumare. È comunità, è memoria, è una risorsa che guida il nostro lavoro ambientale. In Umbria abbiamo un patrimonio straordinario, troppo spesso invisibile: basti pensare ai mulini del Seicento e Settecento, straordinari esempi di ingegneria e vita comunitaria. Sono la prova tangibile di un passato in cui l’acqua non era sfruttata, ma integrata nella quotidianità in modo sostenibile.

Quindi il legame con l’acqua è anche culturale e territoriale?
Assolutamente sì. L’acqua è un filo che cuce la nostra storia, il nostro paesaggio, il nostro modo di vivere. Eppure, ce ne dimentichiamo. È tempo di restituirle centralità, non solo nei dibattiti ambientali, ma anche nei modelli economici e sociali.

Ci sono esempi concreti di questa visione in Umbria?
Certamente. In Valnerina abbiamo promosso con successo la pesca “No Kill”, trasformando un fiume delicato in una destinazione di turismo sportivo sostenibile. Oggi è riconosciuto tra i primi cinque siti al mondo in questo ambito. Questo dimostra che si può valorizzare senza consumare, custodi-re senza sfruttare, e restituire biodiversità con attività umane sostenibili. Il tratto gestito da Legambiente Umbria, lungo 70 Km di sponde fluviali, è un unico ecosistema, tra la provincia di Perugia e quella di Terni.

Ma non mancano le criticità, come nel caso del Lago di Piediluco. Quali le cause principali?
Piediluco è un esempio di cosa accade quando manca una visione sistemica. Le soluzioni a spot non bastano. Serve una gestione integrata che metta in relazione acqua, agricoltura, turismo, energia e cultura. I dati ci dicono che l’agricoltura potrebbe risparmiare fino al 30% dell’acqua adottando tecniche più efficienti. Abbiamo le conoscenze e le tecnologie: è ora di agire.

E sul fronte delle comunità energetiche?
Siamo tra i sostenitori convinti del progetto Stifone, una comunità energetica che integra acqua ed energia. È un modello innovativo, partecipato, sostenibile, e soprattutto replicabile. Unisce tradizione e futuro, rispondendo concretamente alla sfida ambientale e sociale. L’acqua non è solo risorsa: è la chiave per una nuova economia del bene comune. La proposta è stata premiata da Legambiente nazionale nel 2024, nell’annuale evento “Comuni Rinnovabili”, nella sezione Progetti di Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali.

Redazione

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