Stadio e clinica, Rainone rilancia: “Il Liberati deve restare alla città e va rifatto con fondi pubblici”

Appello e petizione: "Ristrutturare costerebbe meno e l'impianto resterebbe della città"

Stadio Liberati

No alla demolizione dello stadio per farne uno nuovo e privato, a una ristrutturazione per un impianto che resti pubblico. Lo chiede Pierluigi Rainone, di Medicina democratica, che torna a ribadire la sua contrarietà al progetto così come previsto nel pacchetto del nuovo Liberati e della clinica sul quale stanno ragionando la Ternana calcio e il Comune di Terni. Rainone rilancia ancora una volta una petizione  per chiedere che il Liberati resti pubblico e che venga ristrutturato con fondi pubblici regionali.

Sul progetto della Ternana, Rainone dice: “Non è tutto oro quello che luccica. Questo nuovo stadio prevede un’area commerciale di 6.000 metri quadrati e una capienza di 18.000 posti inferiore a quella che avrebbe il Liberati se si optasse per un rifacimento senza demolizione“. Invita la cittadinanza a firmare, affinché sia scongiurata la demolizione dell’attuale stadio (fase che precede secondo il progetto la costruzione dello stadio nuovo), ma si proceda a una ristrutturazione di quello esistente con fondi pubblici regionali. “Servono – dice Rainone – dagli 8 ai 10 milioni di euro, per avere un Liberati funzionale, che resti in possesso del Comune e non venga dato a privati con diritto di superficie per 44 anni. Si tratterebbe di togliere la pista di atletica, coprire il terzo anello, rifare i bagni e gli spogliatoi, installare un tabellone e migliorare anche i parcheggi all’esterno. Perdere lo stadio comunale, per Terni, sarebbe un danno. Perderemmo un impianto che a livello architettonico e urbanistico è tra i migliori d’Italia“. Secondo Pierluigi Rainone, lo stadio così come è previsto dal progetto della Ternana costa di più a causa della presenza di una vasta area commerciale, che fa lievitare i costi fino a quasi 44 milioni di euro. “Il sindaco Stefano Bandecchi e l’ex assessore Enrico Melasecche – dice – sono i maggiori fautori di questo progetto privato. Privato significa privare, togliere ai ternani opere pubbliche. Hanno provato a farlo con l’ospedale e non ci sono riusciti. Non devono riuscirci nemmeno con lo stadio, che deve rimanere comunale, così come lo stadio Ferraris di Genova e il nuovo Renato Curi a Perugia“.

Redazione

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3 Commenti
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alessio tardozzi
1 anno fa

ma la fate finire di dare voce a certi personaggi ?

Simone
1 anno fa

Visto che fai parte di medicina democratica invece di occuparti dello stadio vedi se riesci ad inventare una pasticca contro l afa estiva che è molto più utile della petizione che per altro sono sicuro che ti firmeranno in molti….

Simone
1 anno fa

Si si infatti i ternani sono tutti orgogliosi di rimanere in possesso di uno stadio fatiscente e vecchio di oltre 50 anni……..e soprattutto dove la partita si vede benissimo…..strano che i ternani vogliano lasciarsi scappare l opportunità di far rimanere lo stadio di proprietà del comune che oltretutto ha dei costi importanti da sostenere, ma è chiaro che per un comune ricco e pieno di risorse economiche come il nostro che problemi dovremmo avere?

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