Inflazione in calo a Terni, ma spesa più cara: ecco i prodotti rincarati

Secondo il bollettino statistico del Comune, frutta, carne e caffè spingono verso l’alto il carrello della spesa, nonostante l'inflazione complessiva resti contenuta.

L’inflazione a Terni continua a scendere, ma il carrello della spesa resta pesante per molte famiglie. È quanto emerge dall’ultimo report elaborato dagli uffici statistici di Palazzo Spada, che analizzano mensilmente l’andamento dei prezzi cittadini. A giugno, infatti, il tasso d’inflazione registrato nel capoluogo umbro si è attestato a +1,0%, in calo rispetto al +1,1% di maggio, e inferiore alla media nazionale, che si ferma al +1,7%. Tuttavia, questa apparente stabilità non riguarda tutte le categorie di prodotti, soprattutto quelli alimentari.

Tra i settori che più incidono sulla spesa quotidiana delle famiglie emerge quello degli alimentari e delle bevande analcoliche, con un incremento pari al +2,5% su base annua, un valore superiore al tasso medio generale, anche se più contenuto rispetto ai mesi precedenti. I rincari, tuttavia, si manifestano in modo disomogeneo: a guidare gli aumenti è il settore della frutta, con un balzo mensile del +3,7% e un impressionante +7,3% rispetto a giugno 2024. Diversa la situazione per la verdura, i cui prezzi segnano una diminuzione sia su base mensile sia annuale.

Altro dato significativo è rappresentato dall’andamento dei prezzi del caffè e del cacao, che hanno toccato un aumento del +24% nell’arco di un anno. Secondo gli esperti del Comune di Terni, le ragioni di questo forte rincaro vanno ricercate nell’aumento della domanda globale e nelle difficoltà produttive causate dai cambiamenti climatici. Anche le carni mostrano un trend al rialzo: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il costo è cresciuto di circa il 4,5%.

Se il settore alimentare appare dunque in crescita, diversa è la situazione per i trasporti, che registrano una diminuzione dei prezzi. I carburanti, nonostante una lieve crescita nell’ultimo mese, segnano un calo annuo pari a -5,9%. Questo contribuisce a contenere, almeno parzialmente, l’aumento del costo della vita cittadina.

Sul fronte delle spese per la casa, comprendenti abitazioni, acqua, elettricità e combustibili, i prezzi sono scesi del -1,5% su base mensile. Un dato significativo, soprattutto considerando il peso che tali voci hanno nel bilancio familiare.

Guardando al quadro complessivo, il report sottolinea che nel breve termine le variazioni di prezzo per la maggior parte delle categorie di prodotti e servizi risultano modeste, con scostamenti generalmente inferiori all’1% sia in aumento che in diminuzione.

Infine, un dato curioso riguarda la birra, che registra un ribasso dei prezzi proprio nel pieno della stagione estiva, invertendo il trend degli anni passati. Questo elemento, in controtendenza rispetto ad altre bevande, potrebbe rappresentare un piccolo sollievo per i consumatori ternani.

In sintesi, nonostante l’inflazione generale in diminuzione, la spesa quotidiana a Terni continua a gravare sulle famiglie a causa dei rincari concentrati su alimentari e bevande, beni di prima necessità.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

A luglio 2026 l’inflazione a Terni resta al 3,1%. Calano alimentari, frutta e verdura, ma...
Secondo l’Unione nazionale consumatori, sulla base dei dati Istat di luglio 2025, le famiglie umbre...
A ottobre l'inflazione a Terni torna positiva, registrando un incremento dello 0,5%, pur restando al...

Altre notizie