Aggressioni verbali ma anche fisiche, nei confronti di medici e infermieri, oltre che di altro personale sanitario. Un fenomeno in crescita continua, soprattutto negli ospedali e nei punti di pronto soccorso. Con i tempi di attesa sempre più lunghi e situazioni che portano spesso a creare sovraccarichi di lavoro (ma non deve mai essere una giustificazione), cresce il nervosismo tra i pazienti e anche tra i loro familiari si tende di più a perdere le staffe. I due episodi di aggressioni anche fisiche al Pronto soccorso di Terni lo confermano. Ma ci sono dati numerici che danno un quadro preciso.
Basta dare un’occhiata ai dati raccolti dal Centro regionale per la gestione del rischio sanitario e legati all’anno 2024. Si è registrato un aumento forte delle aggressioni in generale in tutta l’Umbria, che sono salite sopra alle 200, così come più di 200 sono gli operatori sanitari che le subiscono. Le aggressioni sono state 207 e hanno evidenziato un incremento del 37% rispetto al 2023, mentre le persone che le hanno subite sono state 262, il 46% in più rispetto all’anno prima. Scendendo nel particolare, il 69% delle vittime di aggressione sono donne, con la fascia di età più colpita tra i 30 e i 39 anni. Gli infermieri risultano la categoria più esposta (58%), seguiti dai medici (25%). Queste aggressioni si verificano prevalentemente di mattina e sono principalmente di tipo verbale. Ma cresce anche l’incidenza delle aggressioni fisiche, che sono arrivate a essere il 18%.
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