Continua la guerra interna al Pd provinciale: Casa Democratica fa ricorso contro il No a Spinelli

A Terni il Pd è ancora spaccato: dopo l’annullamento dell’elezione di Spinelli, Casa Democratica ricorre alla Commissione nazionale di garanzia per difendere il voto degli iscritti.

Non si placa la frattura interna al Partito Democratico di Terni, dove la battaglia post-congressuale si gioca ormai più nei regolamenti che nei confronti politici. L’ultima evoluzione della crisi arriva con il contro-ricorso presentato da Casa Democratica alla Commissione nazionale di garanzia del partito, dopo che l’organismo regionale aveva annullato l’elezione di Pierluigi Spinelli a segretario provinciale.

La Commissione regionale aveva accolto il ricorso di Passione Democratica, contestando la regolarità del processo elettivo. Tuttavia, secondo i sostenitori di Spinelli, tale decisione si baserebbe su una lettura distorta dello statuto del partito, che avrebbe compromesso il principio di rappresentanza e la legittimità del voto degli iscritti. Da qui la scelta di ricorrere all’organismo nazionale.

Casa Democratica rivendica la trasparenza e correttezza del percorso congressuale che ha condotto alla nomina di Spinelli, sottolineando che la volontà espressa dagli iscritti non può essere messa in discussione da una mera maggioranza nella commissione regionale. Nel ricorso, viene ribadita la necessità di difendere il valore delle regole democratiche e l’autorevolezza dell’organizzazione territoriale del Pd.

Il congresso provinciale, conclusosi tra polemiche e tensioni, ha lasciato in eredità uno scenario fratturato, dove il confronto interno si è trasformato in un conflitto tra fazioni contrapposte. La centralità assunta dagli organi di garanzia e dai tecnicismi normativi sembra aver messo in secondo piano la politica, rendendo difficile qualunque tentativo di mediazione.

Da un lato, Passione Democratica ha ottenuto un primo riscontro favorevole, vedendo riconosciute le proprie ragioni dalla Commissione regionale. Dall’altro, Casa Democratica ribadisce che la linea della “composizione” è ancora percorribile, ma solo partendo dal rispetto del voto espresso dalla base.

“Non vogliamo alimentare contrapposizioni sterili” – hanno fatto sapere i promotori del ricorso nazionale – “ma rafforzare un Pd che sia aperto, plurale e capace di affrontare unito le sfide del presente”. Parole che cercano di stemperare i toni, pur confermando il fermo dissenso verso la decisione che ha messo in discussione la leadership di Spinelli.

Il caso rappresenta un passaggio delicato per la federazione ternana, che da mesi fatica a ritrovare un equilibrio interno. In un momento storico in cui il Pd locale dovrebbe concentrarsi su temi programmatici e sul rafforzamento della presenza sul territorio, il dibattito è invece intrappolato tra ricorsi, interpretazioni statutarie e procedimenti di garanzia.

Il prossimo passo sarà ora nelle mani della Commissione nazionale di garanzia, che dovrà esprimersi sulla validità del contro-ricorso. Una decisione che non solo avrà effetti diretti sulla leadership del partito provinciale, ma potrebbe anche segnare un precedente importante per il futuro della dialettica interna al Pd a livello più ampio.

Redazione

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