Nuovo episodio di vioenza in carcere. Ieri pomeriggio, durante una normale traduzione di detenuti al Tribunale di Terni, il personale è stato nuovamente vittima di un’aggressione: un agente è stato colpito al volto e ferito, mentre tutto il personale presente è stato insultato e bersagliato da sputi. Questo episodio non è un caso isolato, ma l’ennesima dimostrazione di una situazione che gli agenti sono costretti a subire quotidianamente, in un clima di generale indifferenza.
Secondo il comunicato stampa del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria), firmato dal segretario regionale Fabrizio Bonino, la Polizia Penitenziaria non può più accettare di essere oggetto di insulti, sputi e violenze da parte di criminali che hanno un debito con la giustizia e, soprattutto, con le loro vittime. Gli agenti svolgono un servizio fondamentale per lo Stato, ma in cambio subiscono aggressioni fisiche e psicologiche che lasciano segni profondi.
Un sistema al collasso
Il sindacato denuncia che questi episodi sono la diretta conseguenza di un sistema penitenziario che sta collassando a causa di diversi fattori critici. Tra questi, il sovraffollamento carcerario, che a Terni ha raggiunto un preoccupante +24,65%, e la carenza cronica di personale, con un organico inferiore del -26,21%, che non permette di gestire in sicurezza situazioni ad alto rischio. Inoltre, la situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di detenuti notoriamente violenti e problematici, che spesso agiscono sotto l’effetto di sostanze stupefacenti come il THC, un fenomeno che rimane incontrollato.
Richieste urgenti per la sicurezza e la dignità
Per porre fine a questa spirale di violenza, il Sappe rivolge un appello urgente alla Direzione, all’Amministrazione Penitenziaria e alle autorità competenti, chiedendo azioni immediate e concrete. In primo luogo, sollecita il trasferimento immediato verso istituti di massima sicurezza dei detenuti considerati violenti e pericolosi. Inoltre, chiede un piano di assunzioni straordinario per coprire la vergognosa carenza di organico in Umbria e l’adozione di misure efficaci per contrastare il traffico di droga all’interno degli istituti. Infine, il sindacato richiede una tutela legale completa e un sostegno psicologico per gli agenti aggrediti, affinché siano riconosciuti come vittime.
Il comunicato si conclude con un appello deciso: “Basta parole. Servono fatti immediati per restituire sicurezza e dignità a chi indossa la divisa della Polizia Penitenziaria e per garantire che la certezza della pena non si trasformi nella certezza dell’impunità per chi aggredisce lo Stato.”
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