La UIL FPL Umbria è intervenuta in audizione presso la I Commissione consiliare dell’Assemblea legislativa il lunedì 17 mattina per esprimere una posizione netta sul processo di revisione della legge regionale 1/2005 relativa alla Polizia Locale. Il sindacato, rappresentato da Jacky Mariucci (Segretario Generale UIL FPL Umbria), Andrea Russo e Antonio Checcarelli (Coordinamento regionale per la Polizia Locale UIL FPL), ha chiesto alla Regione di abbandonare l’idea di un mero “ritocco al ribasso” di una norma considerata datata, puntando invece alla costruzione di un modello di Polizia moderna ed efficiente nell’interesse dei cittadini, delle istituzioni e del personale.
Il sindacato ha accolto con favore l’opportunità di confronto, presentando una memoria articolata e proponendo emendamenti concreti volti a correggere quelle che sono considerate evidenti criticità nel testo unificato in discussione. La UIL FPL ha sottolineato l’importanza cruciale di un approccio costruttivo e basato sulla esperienza operativa degli agenti, invitando tutti i soggetti auditi a contribuire unicamente con l’obiettivo di migliorare realmente il testo legislativo, concentrandosi sui temi fondamentali e di immediata applicabilità.
L’intervento della UIL FPL si è concentrato su tre punti chiave che, a loro avviso, necessitano di una netta inversione di rotta rispetto all’attuale proposta di revisione:
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Copertura finanziaria indispensabile: Sebbene il sindacato abbia giudicato positivamente l’introduzione di nuovi istituti come i dispositivi di autodifesa, le nuove dotazioni, il supporto psicologico per gli operatori e l’istituzione di un corso concorso unico regionale, ha rilevato con forte preoccupazione l’assenza totale di un fondo regionale dedicato. Secondo la UIL FPL, senza risorse certe e stanziate, queste misure innovative rischiano di rimanere inapplicabili, replicando l’esperienza negativa del “numero unico d’emergenza”, una previsione rimasta “lettera morta per vent’anni” e oggi in fase di abrogazione. Garantire la sostenibilità economica è il primo passo per una riforma credibile.
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Sicurezza Operativa: No alla pattuglia singola: Una delle maggiori preoccupazioni espresse riguarda la norma che, di fatto, consentirebbe la pattuglia singola nei servizi esterni, delegando questa scelta ai singoli regolamenti comunali. Il sindacato ha definito questa ipotesi un “netto arretramento rispetto alla normativa vigente”, sottolineando come questa scelta metterebbe a rischio l’efficacia del servizio e l’incolumità degli operatori. Per questo motivo, è stato presentato un emendamento migliorativo che specifica in maniera tassativa quali servizi, come il pronto intervento e il controllo del territorio, debbano essere espletati necessariamente con almeno due unità.
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Standard di Organico: non abbassare la guardia: La proposta di abbassare gli standard minimi di organico (fino a 1 agente ogni 3.000 abitanti nei Comuni più piccoli) è stata vista come una manovra per “legalizzare il sottodimensionamento cronico” invece di contrastarlo. Tale scelta, secondo la UIL FPL, indebolirebbe ulteriormente il presidio sul territorio a discapito della sicurezza pubblica. L’obiettivo deve essere quello di investire per potenziare il personale, non ridurne gli standard minimi.
Oltre a evidenziare le criticità, il sindacato ha avanzato proposte costruttive con una visione di lungo periodo, incentrate sulla formazione e sulla partecipazione attiva. La proposta più significativa è l’istituzione della Scuola Regionale per la Polizia Locale. L’idea non è quella di creare un nuovo ente, ma di concepirla come una articolazione specializzata della già esistente Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica “Villa Umbra”, prevedendo anche una sede distaccata nel ternano.
Questa scelta permetterebbe all’Umbria di allinearsi ai modelli virtuosi già adottati da regioni come l’Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto, dove la formazione professionale è incardinata in un polo regionale stabile, qualificato e omogeneo.
Infine, la UIL FPL ha sollecitato l’apertura di un Tavolo tecnico permanente che coinvolga Regione, enti locali e sindacati. Questo strumento di confronto continuo servirebbe a monitorare l’applicazione della legge, individuare tempestivamente le criticità e definire i dettagli applicativi fondamentali (come gli standard di sicurezza, le dotazioni e i regolamenti comunali), assicurando che la legge sia realmente condivisa ed efficace sul campo.
I rappresentanti sindacali hanno concluso chiedendo alla Regione un “segnale chiaro sulla visione strategica che intende adottare: se vuole investire per una Polizia Locale moderna e sicura, o se prevarrà una logica di corto respiro che indebolirà il presidio sul territorio, a svantaggio degli operatori e dei cittadini”. Una riforma di questa portata, ribadiscono, “non può limitarsi a enunciazioni di principio”, ma deve essere costruita su criteri tecnici, finanziari e amministrativi chiari.
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