Dal Documento finanziario della Regione solo un cenno per il nuovo ospedale di Terni, Ap all’attacco

Gambini e Batini: "Nessun impegno concreto, in barba ai diritti dei cittadini ternani"

La Regione dell’Umbria illustra il Documento di economia e finanza e si risvegliano polemiche e veleni sul nuovo ospedale di Terni. Nella parte legata alla sanità, infatti, emerge che per i prossimi tre anni l’ente regionale prevede, per il nuovo ospedale ternano, la fase preliminare per una valutazione di fattibilità. In sostanza, c’è l’intenzione di realizzarlo, ma non si specifica nè come, nè dove e nè quando. Troppo poco, per l’amministrazione comunale di Terni. E così, da Alternativa popolare, il soggetto politico di maggioranza in Consiglio comunale, le reazioni non si fanno attendere. Piovono critiche e attacchi.

NON CHIACCHIERE, MA IMPEGNI VERI. Arrivano le parole di Maria Elena Gambini, consigliera di Ap a palazzo Spada, che fa notare come nel documento regionale non vi sia una nota legata all’avvio dei lavori, nè un cronoprogramma, nè un impegno finanziario. “L’adozione del Documento di economia e finanza regionale 2026–2028 – sostiene – conferma ancora una volta ciò che Alternativa popolare denuncia da mesi, cioè che sul nuovo ospedale di Terni la Regione non ha alcuna reale volontà di agire“. Critiche alla presidente Stefania Proietti: “Gira per Terni sorridendo, stringendo mani, promettendo attenzione al territorio. Chiacchiere. Solo chiacchiere. Perché se per completare la sola progettazione servono altri tre anni, allora i ternani possono stare certi che l’ospedale nuovo lo vedremo forse tra vent’anni“. Gambini si rivolge alla stessa Proietti: “Basta con passerelle, sorrisi e annunci. Serve un impegno vero, serve un cronoprogramma, servono risorse e decisioni. Perché un ospedale moderno, sicuro, funzionale, non è un favore politico: è un diritto per decine di migliaia di cittadini“.

MALA GESTIONE. Da Alternativa popolare interviene pure Claudio Batini. “Ospedale di Terni, Ospedale di Narni e Amelia e Stadio-Clinica – dice il consigliere comunale di maggioranza – dimostrano che la presidente Proietti, o chi per lei, pretende che l’intera Umbria sia costretta a curarsi per i prossimi trent’anni unicamente all’ospedale di Perugia, lo stesso dove dirigenti e politici sono stati, e in parte lo sono tuttora, condannati in primo grado per assunzioni irregolari e scandali gestionali che hanno macchiato la sanità umbra“. Una situazione ch considera come un danno non casuale ma frutto di mala gestione.

Redazione

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