L’inserimento dei siti francescani del Ternano-Narnese-Amerino nel programma ufficiale delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco è la richiesta avanzata dal sindaco di Lugnano in Teverina e presidente dei Borghi più Belli d’Italia Umbria, Alessandro Dimiziani, durante l’Assemblea dei sindaci riunita lunedì scorso in Provincia di Terni. La proposta mira a coinvolgere in modo organico anche il sud della regione nelle iniziative promosse dal Comitato delle celebrazioni e dalla Regione Umbria per il 2026.
Al centro dell’intervento di Dimiziani vi è la volontà di garantire una promozione sinergica e in rete dei siti francescani ternani, considerati meno noti rispetto ai luoghi simbolo di Assisi ma ritenuti altrettanto rilevanti dal punto di vista storico e spirituale. L’obiettivo è ampliare l’offerta culturale e religiosa legata all’anniversario francescano, valorizzando un patrimonio diffuso sul territorio.
Nel dettaglio, la proposta comprende lo Speco francescano di Narni, la chiesa di Santa Maria delle Cinque Fonti con l’attiguo convento francescano e la Santissima Annunziata di Amelia, la chiesa e il convento di San Francesco a Lugnano in Teverina, la Cappella delle Rondini di Alviano, l’Eremo francescano di Santa Illuminata a Guardea, l’Eremo di Sant’Angelo di Pantanelli a Baschi, il Convento di Santa Maria del Bambin Gesù a Giove e il Cammino dei Protomartiri Francescani, itinerario che parte da Terni e attraversa l’area Ternano-Narnese-Amerino.
“Visti i recenti contatti avvenuti tra la Provincia di Terni e l’amministratore unico di Sviluppumbria, Fiorucci – ha spiegato Dimiziani, secondo quanto riferisce una nota della Provincia – ho voluto coinvolgere il presidente Bandecchi e l’assemblea per richiedere, all’interno delle iniziative messe in campo dal Comitato delle celebrazioni e dalla stessa Regione Umbria, già pubblicizzate recentemente alla Bit a Milano, una promozione sinergica e in rete anche dei siti francescani del territorio ternano, forse meno conosciuti ma altrettanto ricchi di storia ed interesse”.
Il sindaco ha ricordato come un primo confronto sul tema fosse già avvenuto nell’ottobre scorso, in occasione dei festeggiamenti di San Francesco a Lugnano. “Già in occasione dei festeggiamenti di San Francesco dello scorso ottobre a Lugnano – ha ricordato – io e i sindaci di Amelia, Alviano e Guardea avevamo avuto relazioni con Sviluppumbria per portare a conoscenza la realtà e l’importanza dei siti francescani dell’Amerino”.
Le richieste sono state formalizzate anche attraverso una missiva inviata a Sviluppumbria e alla presidente della Regione, Proietti. “Le stesse istanze sono state tradotte in una missiva inviata sia a Sviluppumbria che alla Presidente della Regione Proietti. Ora che siamo giunti all’inizio degli eventi abbiamo ritenuto giusto rafforzare le nostre istanze in maniera più allargata, per avere la certezza che anche i siti francescani della provincia di Terni vengano promossi nelle iniziative delle celebrazioni”.
Secondo Dimiziani, l’afflusso di fedeli e visitatori previsto ad Assisi e negli altri poli principali della provincia di Perugia potrebbe estendersi anche al sud dell’Umbria. L’area ternana verrebbe così a configurarsi come una porta francescana per l’intera regione, capace di intercettare parte dei flussi e offrire un’esperienza spirituale e culturale complementare.
Un’attenzione particolare è stata riservata anche al tema dei cammini religiosi e del turismo lento. “Oltre alle iniziative di quest’anno straordinario – ha quindi spiegato – vorremmo che questi siti minori abbiano una maggiore visibilità anche per quanto riguarda i cammini francescani o religiosi, agganciandoli a quelli già esistenti. Anche il turismo lento dei cammini potrebbe infatti avere una grande rilevanza per questa parte dell’Umbria che ha tanto da raccontare e da far ammirare e vivere ai turisti di tutto il mondo”.
La proposta si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative regionali legate all’ottavo centenario francescano, con l’intento di costruire una rete territoriale capace di valorizzare in modo diffuso il patrimonio spirituale e culturale dell’Umbria.
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