Carceri, a Terni e Spoleto crescono le persone al 41bis: 108 detenuti nel 2026

I numeri del sovraffollamento diffusi durante la festa della Polizia Penitenziaria. Il nuovo Provveditorato di Perugia fotografa un distretto in affanno: 2.824 detenuti su 2.454 posti, organico sotto del 19% e 499 eventi critici in un anno

Il 209° anniversario di fondazione della polizia penitenziaria ha portato alla luce i numeri di un sistema penitenziario sotto pressione. La cerimonia si è svolta il 25 marzo 2026 nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia, sede del nuovo Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per Umbria e Marche, operativo dal 12 gennaio 2026. Dopo la lettura del messaggio del capo del Dipartimento Stefano Carmine De Michele, sono intervenuti il dirigente Fabio Gallo, in rappresentanza dei comandanti del distretto, e il provveditore regionale Liberato Guerriero. A seguire, la consegna dei riconoscimenti al personale distintosi in servizio.

Nel panorama distrettuale, gli istituti umbri di Terni e Spoleto assumono un rilievo specifico per la gestione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis: sono 108 le persone ristrette con questo regime di massima sicurezza, riservato ai condannati per reati di criminalità organizzata. Si tratta di una quota che incide sull’organizzazione interna degli istituti e richiede protocolli operativi dedicati, personale specializzato e risorse aggiuntive, in un contesto già segnato da carenze strutturali.

2.824 detenuti, 2.454 posti: il sovraffollamento in cifre

Al 1° marzo 2026, i dieci istituti del distretto — quattro in Umbria, sei nelle Marche — ospitano 2.824 detenuti effettivi a fronte di una capienza regolamentare di 2.454 posti, con un eccesso di 370 presenze. La distribuzione geografica vede 1.710 detenuti in Umbria e 1.114 nelle Marche. Sul piano dei circuiti detentivi, 844 sono classificati in alta sicurezza, 1.838 in media sicurezza, di cui 175 cosiddetti “protetti” per la tipologia del reato. La componente straniera raggiunge il 33% del totale, dato in linea con la media nazionale.

Organico: 1.352 agenti su 1.661 previsti

La carenza di personale rappresenta l’altra emergenza strutturale del distretto. A fronte di una dotazione organica prevista di 1.661 unità, gli agenti effettivamente in servizio sono 1.352, con una scopertura del 19% pari a circa 309 unità mancanti. La relazione presentata alla cerimonia segnala come questo deficit si intrecci con la presenza crescente di personale giovane e meno esperto, rendendo necessari percorsi formativi continui per garantire standard operativi adeguati.

499 eventi critici e 56 sequestri di droga

I numeri dell’attività operativa completano il quadro. Nel corso dell’ultimo anno i reparti del distretto hanno affrontato 499 eventi critici, tra risse, aggressioni al personale e gesti autolesionistici, episodi direttamente correlati alla pressione del sovraffollamento. Sul fronte investigativo, il Corpo ha eseguito 56 sequestri di sostanze stupefacenti per un totale di 270 grammi, oltre al sequestro di telefoni cellulari. I Nuclei traduzioni e piantonamenti hanno gestito 6.584 traduzioni per 8.108 detenuti, con trasferimenti su strada, via aerea e navale. Per la sorveglianza ospedaliera, 118 detenuti piantonati nei nosocomi, 3.658 visite ambulatoriali esterne e 10.970 unità di personale impiegate nei servizi di scorta.

Le voci istituzionali

La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha definito la polizia penitenziaria «un presidio fondamentale dello Stato», richiamando la necessità di affrontare sovraffollamento e carenza di organico «in modo strutturale». L’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, assente alla cerimonia, ha inviato un messaggio di «riconoscenza per chi opera ogni giorno in un sistema che richiede attenzione e responsabilità».

Redazione

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