Nessuna proposta è arrivata per la concessione di valorizzazione degli ex Studios di Papigno, segnando un nuovo punto di stallo per uno dei complessi più significativi del territorio. La procedura pubblica, avviata nei mesi scorsi con l’obiettivo di rilanciare l’area, si è conclusa senza alcuna adesione, nonostante i sopralluoghi effettuati e la proroga concessa per incentivare la partecipazione.
Il bando, pubblicato a novembre, prevedeva una concessione della durata massima di 30 anni, con un canone annuo fissato a base d’asta di 15 mila euro. Un progetto ambizioso che puntava alla riqualificazione di circa 150 mila metri quadrati, parte dei quali sottoposti a vincoli culturali e ambientali, attraverso un modello di partenariato pubblico-privato.
L’iniziativa mirava a favorire una rifunzionalizzazione ampia e diversificata dell’area, aprendo a numerose destinazioni d’uso. Tra queste figuravano attività produttive, culturali, museali, fieristiche, cinematografiche e turistiche. Un ventaglio di opportunità pensato per attrarre investitori e operatori in grado di restituire nuova centralità al sito, un tempo legato alla produzione cinematografica.
Nonostante le potenzialità, la complessità dell’intervento richiesto ha probabilmente inciso sull’esito della procedura. Proprio per questo motivo, nel mese di febbraio era stata disposta una proroga di oltre un mese dei termini di partecipazione, nel tentativo di facilitare la presentazione di proposte. Tuttavia, anche questa misura non ha prodotto risultati concreti.
Il mancato interesse riporta al centro dell’attenzione il futuro degli Studios di Papigno, da anni oggetto di ipotesi di rilancio mai pienamente realizzate. Un nuovo passaggio a vuoto che impone ora una riflessione sulle modalità più efficaci per rendere attrattivo il progetto, valutando eventuali modifiche alle condizioni o strumenti alternativi rispetto al bando appena concluso.
L’amministrazione comunale sarà chiamata a decidere come procedere: tra le opzioni possibili vi sono la pubblicazione di un nuovo avviso oppure l’adozione di formule differenti, capaci di intercettare un maggiore interesse da parte di soggetti pubblici e privati. La sfida resta quella di coniugare tutela del patrimonio e sostenibilità economica dell’investimento, elementi fondamentali per il successo dell’operazione.
Nel frattempo, una parte limitata del complesso ha iniziato a riattivarsi, seppur in modo temporaneo. Gli spazi ospitano infatti i lavori legati al Cantamaggio ternano, con i laboratori dedicati alla costruzione dei carri allegorici in vista della tradizionale sfilata del 30 aprile. Un utilizzo circoscritto che, pur non rappresentando una soluzione definitiva, restituisce vitalità a un’area altrimenti inutilizzata.
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