La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato il calendario scolastico per l’anno 2026/2027, stabilendo l’avvio delle lezioni il 14 settembre 2026 e definendo durata, sospensioni e organizzazione delle attività didattiche per tutte le scuole del territorio. L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, che ha illustrato i principali contenuti della delibera.
Secondo quanto stabilito, le lezioni inizieranno lunedì 14 settembre 2026 per tutti gli ordini scolastici. Per la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, la conclusione delle attività è fissata all’8 giugno 2027, mentre per la scuola dell’infanzia il termine è previsto il 30 giugno 2027. Il calendario riguarda l’intero territorio regionale e rappresenta il riferimento per l’organizzazione dell’anno scolastico da parte degli istituti.
La programmazione include anche le giornate di sospensione delle lezioni, che comprendono le festività nazionali e religiose previste dalla normativa vigente. Tra queste rientrano tutte le domeniche, oltre all’8 dicembre 2026, giorno dell’Immacolata, e al periodo delle festività natalizie, che si estenderà dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027.
Definite anche le pause straordinarie: il 2 novembre 2026 è stato individuato come giorno di sospensione aggiuntiva, in continuità con il fine settimana, mentre il 7 dicembre 2026 consentirà il ponte con la festività dell’Immacolata. Per quanto riguarda le festività pasquali, la sospensione delle lezioni è prevista dal 25 al 30 marzo 2027, con Pasqua che cadrà il 28 marzo.
Nel complesso, il calendario scolastico prevede 207 giorni di attività didattica, che diventano 206 nel caso in cui la festa del patrono locale cada in un giorno lavorativo. Questo numero rispetta i parametri stabiliti a livello nazionale per garantire la regolarità del percorso educativo.
Le istituzioni scolastiche mantengono comunque una certa autonomia organizzativa. Le scuole potranno infatti apportare modifiche al calendario, adattandolo alle esigenze del proprio piano dell’offerta formativa, nel rispetto della normativa vigente. Eventuali variazioni dovranno essere comunicate tempestivamente alle famiglie, agli enti locali e all’Ufficio scolastico regionale.
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