Un piano concreto di proposte per il rilancio economico e sociale di Terni. Cgil Terni le ha presentate nel corso di un evento a Palazzo Primavera. L’iniziativa si inserisce in un percorso di confronto già avviato con forze politiche, associazioni e imprese, con l’obiettivo di delineare un nuovo modello di sviluppo per un territorio che la Cgil ritiene strategico per l’intera regione Umbria.
Il percorso della vertenza territoriale
Ad aprire i lavori è stato Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni, che ha ripercorso le tappe del percorso intrapreso nei primi mesi dell’anno, sottolineando come i dati e le statistiche già diffusi in precedenti occasioni restituiscano un quadro preoccupante. “Lo stato di crisi di Terni e di tutta la provincia merita risposte e un cambio di politiche”, ha dichiarato Cipolla. “Ci sono gravi problemi non solo in termini di salari e pensioni, ma anche rispetto a un arretramento dei servizi. Oggi vogliamo sollecitare queste risposte e mettere in campo anche le nostre proposte per un nuovo modello di sviluppo e per rispondere ai bisogni e alle necessità delle persone di questo territorio”.
Il dibattito si è poi sviluppato attorno ai modelli di sviluppo sostenibile per il territorio, con interventi di Maria Rita Paggio, segretaria generale di Cgil Umbria, Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni, e Francesco De Rebotti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria.
Politiche industriali e servizi al centro del dibattito
Paggio ha posto l’accento sulla necessità di un cambiamento strutturale urgente per l’Umbria. “Questa iniziativa guarda al futuro di questo territorio, soprattutto sul versante delle politiche industriali e dei servizi, per un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il lavoro, sicuro e adeguatamente retribuito, che consenta così di trattenere i giovani, che investa le poche risorse a disposizione in ricerca e innovazione e che dia quindi la prospettiva di un cambiamento strutturale di cui questa regione ha un urgente bisogno”.
Sul versante istituzionale, l’assessore regionale De Rebotti ha manifestato apertura al dialogo con il sindacato. “Sono venuto ad ascoltare attentamente le proposte della Cgil per questo territorio, che può essere un vero propulsore per tutta la regione”, ha affermato. “Se funziona Terni funziona anche l’Umbria. Per questo, sia sul tema dello sviluppo economico, delle nuove frontiere e delle nuove opportunità, ma anche delle tante difficoltà delle nostre imprese e sul tema dei servizi per i cittadini, cercheremo di trovare una convergenza per poter poi lavorare nei prossimi giorni e nei prossimi mesi in maniera più approfondita”. Un segnale di disponibilità istituzionale che la Cgil ha accolto come punto di partenza per una collaborazione concreta.
Ferrari chiude con il piano nazionale della Cgil
A concludere il convegno è stato Christian Ferrari, segretario nazionale della Cgil, che ha inquadrato la situazione ternana all’interno di un contesto nazionale e internazionale particolarmente critico. Il riferimento è alle ricadute economiche del conflitto in Medio Oriente, che secondo Ferrari rischiano di acuire ulteriormente le difficoltà già esistenti sul piano sociale, salariale e industriale.
Il sindacalista ha quindi rilanciato la proposta nazionale della Cgil articolata in tre punti fondamentali: difendere salari e pensioni, tutelare i posti di lavoro nelle realtà produttive esistenti e costruire una politica industriale coordinata a livello nazionale e territoriale. “Mettere assieme le parti sociali e le forze vive dei nostri territori e del nostro Paese per delineare una prospettiva di rilancio e di sviluppo”, ha concluso Ferrari, ribadendo la centralità del coinvolgimento di tutti gli attori economici e sociali.
La specificità del territorio ternano
Uno degli elementi emersi con maggiore forza nel corso del convegno è la specificità strategica di Terni nell’ambito dell’Italia di mezzo: un territorio che, se adeguatamente sostenuto con politiche mirate, potrebbe svolgere un ruolo trainante per l’intera regione. La vertenza territoriale aperta dalla Camera del lavoro mira proprio a tradurre questa potenzialità in azioni concrete, capaci di rispondere alle esigenze di lavoratori, pensionati e imprese locali.
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La ricetta ? Sono anni e anni che le aziende del territorio provinciale chiudono e nessuno è stato in grado di impedirlo ( loro compresi ) oggi hanno la ricetta ?