“Le soluzioni esistono già: bisogna osservare e cambiare mentalità. Il verde non è solo una questione di parchi, ma di come si costruisce e si vive la città”
Nel suo intervento ha detto che non serve inventare tutto da zero. Perché è importante partire da ciò che già esiste?
Perché molte città hanno già affrontato e risolto problemi simili ai nostri. Non si tratta di copiare, ma di osservare le esperienze concrete, capire cosa funziona e adattarlo al proprio contesto per evitare errori e accelerare la transizione green.
Ha citato esempi internazionali molto diversi tra loro. Che cosa li accomuna?
Li accomuna l’essere risposte pratiche a un cambiamento climatico già in atto. Tokyo lavora sui tetti verdi, Vienna studia la ventilazione urbana, Parigi raffresca i cortili interni. Sono soluzioni diverse che partono da un’unica consapevolezza: il clima è cambiato e le città devono adattarsi di conseguenza.
Questo cambiamento riguarda anche Terni?
Sì, Terni è stata costruita in un’epoca climatica diversa, che oggi non esiste più. Con estati ormai molto più lunghe e intense, dobbiamo cambiare completamente il modo in cui pensiamo lo spazio urbano: non possiamo più progettare come se nulla fosse cambiato.
Lei ha insistito sull’importanza dei dettagli. Perché non bastano i grandi interventi?
Perché la vera qualità urbana si costruisce anche attraverso i piccoli elementi. Il colore dei marciapiedi, la permeabilità dei suoli, le zone d’ombra e la riduzione del traffico sono fattori che, sommati, producono un impatto enorme. Il verde non vive solo nei grandi parchi, ma deve guidare ogni singola scelta dello spazio pubblico.
Nel suo intervento è emerso anche il tema della partecipazione. Quanto è importante il ruolo dei cittadini?
È fondamentale. Questo processo non può essere gestito solo dall’alto, ma richiede una collaborazione attiva tra amministrazione, tecnici e cittadini. Terni ha un grande potenziale in questo senso, poiché il legame con il verde è già profondamente radicato nella cultura locale.
Qual è la chiave per costruire davvero una trasformazione?
Avere una visione condivisa. Conoscere le soluzioni non basta: bisogna scegliere una direzione e creare le condizioni necessarie per realizzarla. Solo mettendo al centro la persona e la qualità della vita, il verde si trasforma in un vero e proprio strumento di cambiamento.
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