Il Comune di Terni utilizza i 400 mila euro ad esso destinati per i fondi della ricostruzione post terremoto per rifare l’antifiteatro romano. Denaro, dunque, utilizzato per il recupero della struttura, lasciando fuori i centri di Collestatte e Torre Orsine che dal sisma hanno avuto dei danni. Un’osservazione che arriva da Massimo Leopoldi del Circolo Pd Collestatte e Torre Orsina, che critica la scelta di palazzo Spada. Dunque, altri territori della Valnerina come Montefranco, Arrone, Ferentillo e Polino riceveranno fondi, mentre le frazioni ternane di Torre Orsina e Collestatte no.
Danno e beffa
L’amministrazione comunale di Terni, come spiega ancora Leopoldi, ha scelto di investire la totalità della somma nella ristrutturazione dell’anfiteatro e lunedì la scelta verrà ratificata in consiglio comunale. “Sicuramente un’opera importante che ha senza dubbio bisogno di un intervento significativo – dice – ma la scelta di utilizzare quei fondi con quella provenienza rappresenta però, ancora una volta, un’occasione persa per le comunità di Collestatte e Torre Orsina. Non solo il danno di non avere più autonomia da 100 anni e di essere quindi di conseguenza fuori dalla zona rossa del terremoto, ma anche la beffa delle scelte del Comune di Terni che per questo territorio non lascia neanche le briciole. I 400 mila euro che vanno al Comune di Terni sarebbero potuti essere utili per la messa in sicurezza delle strade di accesso di Collestatte e Torre Orsina, o per il consolidamento delle mura castellane dei due paesi, oppure per altre opere che si sarebbero dovute partecipare con i cittadini del posto. Se anche quando i fondi a disposizione provengono dal terremoto che ha danneggiato la Valnerina nel 2016, questi non vengono spesi nelle nostre comunità ma al centro di Terni, ci domandiamo in quali occasioni chi amministra il Comune si ricorderà che esistiamo anche noi“. Poi, una nota polemica nei confronti della giunta Bandecchi: “Le riconosciamo solo una coerenza, cioè che il cambiamento promesso durante le scampagnate elettorali nelle quali sono venuti a farci visita col camper e con i macchinoni, c’è stato. Ma in peggio“.
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