Un PalaTerni gremito con oltre 4mila spettatori ha accolto ieri sera 28 aprile Gianni Morandi Terni 2026, protagonista di un concerto che ha unito generazioni tra musica, ricordi ed emozioni. L’artista, a 81 anni, ha dimostrato ancora una volta una energia straordinaria, coinvolgendo il pubblico per oltre due ore tra canto e partecipazione corale. Un evento tra i più riusciti nella nuova struttura ternana, sempre più punto di riferimento per i grandi nomi della musica italiana.
Gianni Morandi Terni 2026: scaletta tra grandi classici e storia della musica italiana
Il concerto si è aperto con “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, brano simbolo del tour. La scaletta ha alternato pezzi recenti e soprattutto i grandi classici che hanno segnato la carriera dell’artista. Tra questi “Occhi di ragazza”, “Un mondo d’amore”, “Grazie perché”, “Bella signora”, “Non son degno di te”, “La fisarmonica” e “In ginocchio da te”. Particolarmente apprezzato il momento dedicato agli anni Sessanta, che ha riportato il pubblico indietro nel tempo, trasformando il concerto in un viaggio nella memoria collettiva.
Gianni Morandi Terni 2026: emozioni, omaggi e messaggi di pace
Durante la serata non sono mancati racconti e aneddoti che hanno arricchito lo spettacolo. Tra i momenti più intensi, l’omaggio a Lucio Dalla con “Futura” e “Piazza Grande”, fino a “Vita”, brano simbolo della loro collaborazione. Morandi ha ricordato anche la nascita della Nazionale Cantanti insieme a Mogol, l’amicizia con Jovanotti e ha reso omaggio a Mina con “Tintarella di luna”. Nel corso del concerto è emerso anche un messaggio di pace, con il richiamo all’importanza della musica come strumento capace di unire le persone in un periodo storico complesso e segnato da tensioni globali.
Gianni Morandi Terni 2026: energia senza tempo e finale tra sorrisi e partecipazione
A colpire è stata soprattutto la grandissima energia dell’artista, capace di mantenere un contatto continuo con il pubblico, che ha cantato ogni brano dall’inizio alla fine. Un legame diretto che ha reso la serata ancora più intensa. Nel finale, spazio a un momento spontaneo con la salita sul palco del giovane Marco, 12 anni, che ha dialogato con Morandi dimostrando una profonda conoscenza delle sue canzoni. Il concerto si è chiuso tra applausi e partecipazione con “Scende la pioggia” e “Banane e lamponi”, suggellando una serata destinata a restare nella memoria della città.
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