Proposta di risoluzione in Regione per mantenere il Tribunale a Terni

Approvata all'unanimità in Prima commissione, difende il mantenimento della sede

Salvaguardare la sopravvivenza del Tribunale di Terni, affinchè continui a esistere. Così come quello di Spoleto. Dalla Regione arriva una proposta di risoluzione approvata all’unanimità dalla Prima Commissione consiliare e scaturita da un atto di indirizzo che in Consiglio regionale avevano presentato della maggioranza e da un’altra mozione a firma della consigliera di opposizione Donatella Tesei. Si prende atto delle rassicurazioni che arrivano dal Ministero circa il mantenimento delle sedi di Terni e Spoleto, ma nonostante questo si rimarca ancora una volta l’esigenza di rilanciarle, anche attraverso un potenziamento, laddove fosse necessario, delle piante organiche.

Funzioni essenziali per i territori

La proposta di risoluzione impegna la giunta regionale umbra a rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, con una posizione unitaria e coerente, la necessità di salvaguardare l’attuale assetto della geografia giudiziaria umbra, tutelando la permanenza e il pieno funzionamento dei Tribunali di Terni e Spoleto e della Corte d’Appello di Perugia e promuovendo, ove necessario, il potenziamento delle relative piante organiche, al fine di garantire prossimità, efficienza e continuità dei servizi giudiziari sull’intero territorio regionale. “I Tribunali di Terni e Spoleto – si legge – svolgono funzioni essenziali per garantire prossimità, continuità ed efficienza dei servizi di giustizia a beneficio dei cittadini, delle imprese e delle comunità locali. La riforma delle circoscrizioni giudiziarie del 2012 ha già ridotto in modo significativo la presenza degli uffici giudiziari in Umbria, lasciando attivi soltanto i tribunali di Perugia, Terni e Spoleto. La presenza del Tribunale di Terni e di quello di Spoleto costituisce un presupposto organizzativo della permanenza della Corte d’appello di Perugia, con la relativa Procura generale. Ulteriori chiusure o accorpamenti comprometterebbero in modo irreversibile l’accesso alla giustizia, con ricadute negative su cittadini, imprese, professionisti e amministrazioni locali, aggravando tempi, costi e disagi“.Dunque, valutare la geografia giudiziaria umbra non solo sulla base di criteri numerici, ma anche tenendo conto delle specificità territoriali, sociali, economiche, infrastrutturali e di sicurezza pubblica.

Redazione

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