Giovani democratici e donne della Cgil contro l’esternalizzazione degli asili comunali

No all'affidamento per tre anni ai privati: "Si migliori il pubblico assumendo personale"

Il Comune di Terni pensa all’affidamento ai privati per tre anni di due asili municipali e scoppia la polemica. Presa di posizione dal mondo politico da parte dei Giovani democratici e da quello sindacale del coordinamento delle donne della Cgil. I due asili in questione sono il Peter Pan e quello che si sta realizzando in via Cadore. Si vede questa decisione come il rischio di avviare la strada della privatizzazione anche per i servizi educativi. Si chiede di scongiurare la cosa e di pensare, piuttosto, a investire di più sul settore pubblico, incrementando anche il personale educativo, migliorando quell’offerta pubblica che oggi, sul territorio ternano, appare insufficiente, con conseguenti disagi per tante famiglie che sono costrette a rivolgersi ai privati e a pagare rette anche alte.

Una pericolosa ipoteca

I Giovani democratici parlano di rischio di ipotecare il futuro del Paese al privato. “Esternalizzare i servizi educativi  dicono – significa questo“. C’è una nota del movimento a firma di Francesco Buzzao, segretario comunale di Terni “Come Giovani democratici di Terni e portatori e portatrici dei valori costituzionali tra cui il principio dell’istruzione pubblica sancito nella nostra Costituzione all’articolo 34 – si afferma – non possiamo accettare tutto ciò. Si converte una struttura pubblica in asilo nido aziendale per i figli dei dipendenti comunali, con fondi Pnrr, che sono anche pubblici per la parte di debito, per poi affidarlo in gestione al privato per tre anni“. Si chiede all’amministrazione comunale di investire sulla scuola pubblica, assumendo nuovo personale e arricchendo il bagaglio didattico per i bambini e di non cercare nel privato “scorciatoie di comodo“. Ci si pongono tre interrogativi: “Perché esternalizzare un servizio comunale, che è esistito per molti anni come pubblico, ai privati? Perché privare i cittadini e le cittadine delle nostre eccellenze didattiche territoriali? Perché non si fa ricorso alle graduatorie dell’ultimo concorso svolto per assumere da lì il personale didattico?“.

Si perde la storia

Anche il coordinamento donne della Cgil esprime le sue critiche verso l’amministrazione di palazzo Spada. “L’amministrazione comunale – si afferma – dimostra nuovamente di avere una scarsa attenzione nei riguardi dei servizi educativi e del personale, la cui carenza cronica è stata da noi più volte evidenziata, nonostante la graduatoria ancora in essere che può essere utilizzata. Riteniamo che l’emergenza sia stata appositamente creata per favorire il processo di esternalizzazione e giustificarlo con la cittadinanza. Con l’esternalizzazione dei nidi si perde un altro pezzo di storia cinquantennale, si disperde un sapere prezioso tramandato nell’avvicendamento delle diverse generazioni di educatrici. Si sgretola quella cultura istituzionale della prima infanzia che, ancora oggi, si definisce fiore all’occhiello di Terni“. L’auspicio è quello di migliorare l’offerta pubblica legata alle scuole per l’infanzia, ad oggi insufficiente rispetto al potenziale bacino d’utenza, con la conseguenza che le famiglie si trovano costrette a rivolgersi ai privati, con rette che per alcune sono insostenibili. “Terni – dicono le donne della Cgil – è stata negli anni passati un punto di riferimento per le politiche educative e conseguentemente per i servizi erogati per l’infanzia, per le esperienze importanti prodotte per tante generazioni di bambine e bambini. Oggi risulta inaccettabile che da un lato si utilizzano risorse pubbliche per la ristrutturazione e dall’altro si offrono gli immobili per la gestione privata“.

Redazione

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