Daspo per 7 tifosi di Carrarese e Livorno. Si tratta di un provvedimento adottato dalla questura di Terni nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla violenza legata al mondo del tifo calcistico relativamente ad episodi avvenuti lungo la A1 al casello di Fabro Est. I provvedimenti seguono gli scontri avvenuti il 17 gennaio scorso nell’area di servizio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i gruppi ultras si sarebbero affrontati durante il rientro dalle rispettive trasferte di Avellino e Guidonia Montecelio. Nel corso degli scontri sarebbero stati utilizzati bastoni, bottiglie, pugni e calci, generando momenti di forte tensione nell’area di servizio.
L’attività investigativa è stata svolta dalla DIGOS della Questura di Terni, che ha identificato diversi partecipanti anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Nel complesso, i sette Daspo emessi nei confronti dei tifosi di Carrarese e Livorno prevedono un totale di 38 anni di interdizione dagli impianti sportivi.
Per uno dei destinatari, già sottoposto in passato ad altri Daspo emessi da differenti autorità di pubblica sicurezza, è stata disposta la misura più severa: un divieto della durata di otto anni accompagnato dall’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia durante le partite della squadra di appartenenza.
Altri quattro Daspo hanno riguardato invece ternani ritenuti coinvolti nella rissa avvenuta nella notte del 29 marzo in via della Bardesca, nel centro cittadino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio avrebbe visto contrapposti due gruppi di giovani, alcuni dei quali con il volto travisato e armati di mazze da baseball, bottiglie e cinture.
I provvedimenti sono stati emessi al termine dell’attività istruttoria svolta dalla Divisione Anticrimine della Questura e delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.
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