Il consiglio comunale di Terni ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo denominato “Percorso del Ricordo”, un insieme di iniziative permanenti dedicate alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’atto, promosso dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e dal consigliere Masselli, è stato elaborato anche con il contributo del Comitato 10 Febbraio, attraverso il referente provinciale Alessio Pagliaricci, da anni impegnato sul territorio ternano nella promozione del Giorno del Ricordo.
Le misure concrete previste dall’atto
Il documento approvato dall’assemblea cittadina delinea una serie di azioni operative. Tra le principali figura la verifica dell’iter amministrativo per l’intitolazione di uno spazio pubblico a Norma Cossetto, studentessa istriana figlia di un gerarca fascista trucidata dai partigiani di Tito nel 1943 e insignita della medaglia d’oro al merito civile alla memoria. È prevista inoltre la realizzazione di una Panchina Tricolore, simbolo di identità nazionale, l’organizzazione di momenti istituzionali annuali dedicati alla commemorazione e la creazione, presso la biblioteca comunale, di uno Scaffale del Ricordo contenente testi e materiali di approfondimento storico.
Il capogruppo Pastura: “Memoria condivisa, non divisione”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura ha illustrato le finalità dell’iniziativa sottolineando come essa non intenda alimentare contrapposizioni ideologiche, ma contribuire alla costruzione di una memoria condivisa. Pastura ha ricordato che anche Terni accolse nel dopoguerra numerose famiglie di esuli giuliano-dalmati, diventando parte integrante di quella vicenda umana e nazionale. Nel suo intervento ha rivolto un ringraziamento esplicito ad Alessio Pagliaricci e al Comitato 10 Febbraio per il lavoro svolto negli anni, definito «fondamentale per mantenere viva una memoria che appartiene all’intera comunità nazionale».
La replica dell’ANPI provinciale
La notizia ha suscitato una reazione critica da parte dell’ANPI Provinciale di Terni, che ha espresso «dissenso e sorpresa» per il voto unanime dell’assemblea. L’associazione partigiana, pur dichiarando di rispettare la decisione istituzionale, ha ribadito la necessità di «raccontare tutta la verità storica» senza isolare singoli episodi dal contesto più ampio delle vicende del confine orientale.
Nel comunicato diffuso, l’ANPI ha ricordato di aver promosso negli anni iniziative pubbliche sul tema, richiamando il ruolo del fascismo e delle politiche di occupazione italiana nei Balcani durante la seconda guerra mondiale. Il documento associativo cita deportazioni, violenze, internamenti e repressioni operate dal regime fascista nei confronti delle popolazioni slovene e croate, concludendo che «la deformazione sistematica della storia, o il racconto parziale, non aiuta a comprendere la tragedia vissuta dalle popolazioni italiane e slovene».
Il voto del consiglio comunale ternano si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla memoria delle foibe, riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano con la legge 92 del 2004, che istituì il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno. La figura di Norma Cossetto è al centro di un acceso confronto storiografico e politico: da un lato è simbolo del martirio delle popolazioni italiane dell’Istria; dall’altro, alcune associazioni storiche e culturali ne contestano la strumentalizzazione in chiave ideologica.
Il provvedimento approvato a Terni rappresenta dunque un caso concreto di come le politiche della memoria continuino a interrogare le istituzioni locali italiane, chiamate a bilanciare il riconoscimento del dolore storico con una lettura critica e plurale del passato.
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Ricordiamo anche le decide di migliaia di vittime provocate dall’italianizzazione forzata, l’esilio degli sloveni, anche loro, sopratutto loro, infoibati.
I crimini commessi dai partigiani sono top secret.
L’ Anpi farebbe più bella figura a tacere.
#adiafabbrizi i parla di foibe. Ma se proprio vuole equiparare i soprusi fascisti con quelli dei Partigiani le faccio una domanda. Mettiamo che un suo conoscente o un fascista qualunque si presenti a casa sua intimandole di scegliere quale figlio lasciare vivo perché gli altri saranno uccisi, una volta finita la guerra lei cosa? Rimane a casa o va a cercare quelli che le hanno ammazzato figli e famiglia? E cerca soltanto loro o tutta la loro generazione? In questo caso mette tutti sullo stesso piano. E per tornare alle foibe, la conosce la storia e il “famoso” discorso di… Leggi il resto »
Anpi protesta ? Una curiosità quanti partigiani ( quelli veri) ci sono in vita oggi ?
Non ci sono vittime con più diritti di memoria di altre. La guerra è guerra e i soprusi li hanno effettuati sia i fascisti che i partigiani. E allora stendiamo un velo pietoso su quanto commesso a sproposito e onoriamo i martiri. Sono d’accordo su queste manifestazioni che restituiscano dignità a tante vittime.
È giusto. Ci sono vittime di serie “a” e di serie “b”.