Diventa ufficialmente operativo il Piano intercomunale multirischio di Protezione civile dell’area interna Valnerina, approvato nei giorni scorsi all’unanimità dall’assemblea dei sindaci riunitasi presso la sede Digipass di Norcia.
Il documento nasce nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra Anci Umbria ProCiv, Anci Umbria e il Comune di Norcia, ente capofila, e rappresenta un modello di pianificazione basato sull’analisi diretta del territorio e sulla costruzione di un sistema operativo condiviso tra amministrazioni locali.
Il percorso di elaborazione si è sviluppato nell’arco di circa otto mesi, tra aprile e dicembre 2025, attraverso incontri operativi e formativi distribuiti nei 14 Comuni coinvolti, appartenenti alle province di Perugia e Terni: Norcia, Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Vallo di Nera, Arrone, Ferentillo, Montefranco e Polino.
L’area interessata copre circa 1.060 chilometri quadrati e conta 17.620 residenti stabili, numero che aumenta sensibilmente nei periodi turistici. L’obiettivo del piano è rafforzare la capacità di risposta ai rischi naturali e emergenziali, consolidando la gestione associata della protezione civile tra piccoli comuni.
“Le competenze messe a disposizione dalla nostra struttura hanno permesso di costruire l’impianto della funzione associata di protezione civile”, ha sottolineato Enrico Valentini, presidente di Anci Umbria ProCiv, evidenziando come il modello possa essere replicato anche in altre aree interne.
Il segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri, ha definito il piano un passaggio strategico per l’intero territorio: “Rappresenta il risultato concreto dell’accordo che vede Anci Umbria operare come interlocutore unico tra Regione e Comuni”, sottolineando la centralità di un sistema integrato capace di rispondere alle esigenze dei territori più fragili.
Il documento definisce un modello organizzativo condiviso e replicabile, pensato per supportare in modo stabile i Comuni caratterizzati da ridotte dimensioni demografiche e strutturali. Un passaggio che, secondo gli enti coinvolti, rafforza la resilienza operativa della Valnerina, puntando su coordinamento, prevenzione e pianificazione unitaria degli interventi.
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