Comunicato del Centro Sociale “Germinal Cimarelli”

Cimarelli

In merito alle ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni in cui qualcuno ha tirato dentro in maniera strumentale il CS Germinal Cimarelli, riteniamo necessario un intervento pubblico per riportare chiarezza su una vicenda che ha visto sovrapporsi indebitamente un’indagine penale che coinvolge singoli individui e l’immagine del nostro spazio sociale. Un accostamento che ha generato narrazioni distorte, che non rispecchiano la realtà dei fatti né la natura del lavoro trentennale che portiamo avanti sul territorio ternano.
Il Centro Sociale Germinal Cimarelli è, e resta, uno spazio aggregativo autogestito, antifascista e solidale, le cui porte sono aperte a tutta la cittadinanza. La nostra identità si costruisce quotidianamente attraverso iniziative pubbliche e trasparenti: dibattiti, incontri con militanti e storici sui movimenti, iniziative politiche, sostegno alle lotte antirazziste anticoloniali, alla resistenza palestinese e dei popoli oppressi, attività di mutuo soccorso come la Spesa Solidale per le famiglie in difficoltà, mostre, rassegne teatrali indipendenti, concerti no profit, sala prove, attività sportive e cura dei beni comuni del quartiere, tornei antirazzisti di calcetto. Autogestione significa che ogni scelta politica viene assunta collettivamente, discussa in assemblee pubbliche e rivendicata attraverso i nostri canali ufficiali, per cui respingiamo con fermezza la rappresentazione falsa e diffamatoria che vorrebbe il CS Cimarelli come luogo di riunioni segrete o attività occulte.
Per quanto concerne la notizia di cronaca relativa all’indagine della procura di Roma, prendiamo atto che tra le persone coinvolte risulta esservi un compagno ternano che ha frequentato molti spazi della città, incluso il nostro.

A tal proposito ribadiamo tre punti fondamentali:

  1. La presunzione di innocenza: l’indagato è, ai sensi della legge italiana e dei principi del nostro Stato di diritto, innocente fino a eventuale condanna definitiva. Il garantismo non è un privilegio, bensì un pilastro costituzionale che tutela ogni cittadino.
  2. La posizione del Cimarelli: il compagno in questione è un attivista che, come tanti altri, ha partecipato alle nostre iniziative pubbliche su Palestina e repressione carceraria. Il CS Cimarelli è uno spazio aperto a chiunque ne condivida lo spirito e le finalità, ma le posizioni che esprimiamo collettivamente sono sempre state frutto di confronto assembleare, limpide e oggetto di dibattito pubblico, come la nostra critica all’emergenza, al regime carcerario e al 41bis.
  3. La questione carceraria e del 41bis: la nostra posizione contraria alla repressione e a questa misura restrittiva, sviluppata attraverso numerosi dibattiti pubblici contro lo stati di emergenza, con la presenza ai presidi davanti al carcere di Terni per i palestinesi Anan Yaeesh e Mohammed Hannoun, è condivisa con tante realtà garantiste e personalità del mondo giuridico e sociale, si fonda sul rispetto dei diritti fondamentali della persona ed è coerente con le condanne espresse dalla CEDU e da altri organismi internazionali, nonché con la storia dei movimenti.

Contro il terrorismo mediatico e il clima di repressione in atto, invitiamo la cittadinanza, le realtà associative e le istituzioni a contrastare queste strumentalizzazioni con la partecipazione attiva. Le porte del Cimarelli restano aperte: continueremo a essere luogo di incontro, accoglienza, cultura e solidarietà, contro ogni razzismo fascismo e forma di patriarcato, difendendo la legittimità del nostro operato con determinazione.

Il Centro Sociale “Germinal Cimarelli”

Redazione

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