Insinergia, al via a Terni il biomonitoraggio sulla salute

Il progetto nazionale del ministero della Salute coinvolge la popolazione dei Siti di interesse nazionale per studiare il rapporto tra ambiente e salute.

Il progetto Insinergia entra nella fase operativa anche in Umbria con l’avvio delle attività di biomonitoraggio umano nel distretto di Terni dell’Azienda Usl Umbria 2. Da sabato 11 luglio partiranno i prelievi biologici e la raccolta dei dati sanitari sulla popolazione selezionata, nell’ambito dello studio osservazionale promosso dal ministero della Salute per analizzare il rapporto tra esposizione ambientale e condizioni di salute delle comunità residenti.

L’iniziativa coinvolge 13 Siti di interesse nazionale (Sin) distribuiti in 9 Regioni italiane e rappresenta il primo progetto di biomonitoraggio umano su scala nazionale dedicato a questi territori. L’obiettivo è raccogliere informazioni scientifiche sull’interazione tra ambiente e salute attraverso un’analisi diretta delle condizioni della popolazione residente.

L’Azienda Usl Umbria 2 ha già avviato le attività preliminari, inviando le lettere informative alle persone incluse nel campione individuato. Nei prossimi giorni inizieranno inoltre le telefonate per organizzare le convocazioni e per procedere alla somministrazione di un questionario dedicato agli stili di vita e ai fattori che possono influenzare il rapporto tra ambiente e salute.

Il progetto nasce dalla necessità di approfondire le conoscenze sui territori classificati come Siti di interesse nazionale, aree da tempo monitorate anche attraverso lo studio epidemiologico Sentieri dell’Istituto superiore di sanità, il cui ultimo rapporto è stato pubblicato nel 2023.

La principale novità di Insinergia è l’introduzione di un biomonitoraggio umano esteso, capace di misurare direttamente le sostanze assorbite dall’organismo attraverso specifiche matrici biologiche. Lo studio non si limita quindi all’osservazione degli indicatori epidemiologici, ma integra diverse fonti di informazione per ottenere un quadro più completo della situazione ambientale e sanitaria.

Il progetto prevede infatti un approccio multidisciplinare che comprende il biomonitoraggio umano, finalizzato a rilevare la presenza di eventuali contaminanti nell’organismo, e il biomonitoraggio ambientale e vegetale, rivolto all’analisi dello stato di salute dell’ecosistema e della qualità delle matrici naturali presenti nei territori coinvolti.

Le attività permetteranno di raccogliere dati utili per comprendere il livello di esposizione della popolazione e confrontarlo con quello di comunità residenti in altre aree italiane. I risultati avranno però un valore esclusivamente collettivo ed epidemiologico.

Lo studio non fornirà diagnosi o valutazioni sanitarie individuali, poiché i dati raccolti non saranno collegati a valori di riferimento capaci di stabilire effetti sulla salute della singola persona. L’obiettivo principale sarà invece quello di individuare eventuali differenze statistiche tra popolazioni e fornire elementi scientifici utili alla programmazione delle politiche pubbliche.

Le informazioni raccolte potranno quindi contribuire a orientare le future strategie di tutela ambientale e sanitaria, offrendo alle istituzioni strumenti più precisi per valutare le condizioni dei territori interessati.

Insinergia non si concluderà con la fase di raccolta dei dati. Uno degli obiettivi di lungo periodo del progetto è infatti la costruzione di un patrimonio nazionale permanente di conoscenze sul biomonitoraggio umano, attraverso una rete stabile che coinvolgerà strutture sanitarie, enti ambientali e istituti di ricerca.

Il progetto prevede anche il consolidamento di una rete laboratoriale qualificata a livello regionale e nazionale, destinata a rimanere attiva anche dopo la conclusione delle attività previste. Questa infrastruttura potrà essere utilizzata per nuovi programmi di ricerca, attività di monitoraggio epidemiologico e future valutazioni sugli effetti degli interventi di risanamento ambientale.

Il biomonitoraggio rappresenterà quindi uno strumento scientifico per fotografare lo stato attuale dei territori coinvolti e creare una base dati utile alle decisioni future.

Per l’Umbria, l’avvio delle attività nel distretto di Terni costituisce un passaggio significativo all’interno di un progetto nazionale che punta a migliorare la conoscenza delle relazioni tra ambiente, contaminanti e salute pubblica, attraverso dati raccolti direttamente dalle comunità interessate.

Redazione

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