Una decisione per nulla condivisa, quella presa dal sindaco Stefano Bandecchi di spegnere la zona a traffico limitato a Terni a partire da settembre. Dopo l’annuncio da parte dello stesso primo cittadino, arriva la reazione delle forze politiche di centrodestra e dei Civici dell’Umbria, con parere contrario. Una decisione così, dicono alla luce della crisi che sta vivendo il commercio a Terni, non si può prendere senza aver prima ascoltato tutti i soggetti coinvolti, a partire dai residenti.
Subito un tavolo di confronto
Centrodestra e Civici dell’Umbria si chiedono su quali dati oggettivi si fondi la convinzione che una zona a traffico limitato aperta produca automaticamente maggiori ricavi per i commercianti. Il rilancio di centri storici, secondo loro, dipende da un insieme di fattori tra i quali l’accessibilità, i parcheggi, la qualità urbana, gli eventi e i servizi. “Aprire la Ztl senza un vero piano della mobilità – dicono – rischia di aggravare le criticità già visibili nei giorni in cui le limitazioni sono ridotte, ossia più traffico alla ricerca di un posto auto, più congestione e maggiori disagi per residenti e pedoni. La certezza è che, senza parcheggi di attestamento, una disciplina chiara della sosta e una mobilità alternativa efficiente, l’unico effetto concreto sia l’aumento delle soste irregolari e, di conseguenza, delle sanzioni per violazione del Codice della strada“. Si chiede, per il centro storico ternano, una strategia complessiva e non un provvedimento isolato: “Si apra un tavolo di confronto serio con residenti, commercianti e associazioni di categoria per progettare un piano di rilancio strutturato. Solo dopo, si potranno prendere decisioni ponderate ed efficaci mettendo in campo la soluzione migliore“.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.