Rapina e aggressione in piazza Solferino: tre arresti

La Polizia di Stato esegue le misure cautelari dopo l’indagine sulla violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 giugno: contestati rapina aggravata, lesioni e porto di armi.

La Polizia di Stato di Terni ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone accusate, secondo l’ipotesi investigativa al momento valutata dal giudice, di aver partecipato a una violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 giugno scorso in piazza Solferino a Terni. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni, su richiesta della Procura della Repubblica di Terni, al termine delle attività condotte dalla Squadra Mobile. Agli indagati vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere.

L’attività investigativa coordinata dalla Procura ha consentito agli inquirenti di ricostruire la dinamica dell’episodio e di individuare tre persone ritenute coinvolte nell’aggressione ai danni di un giovane. Le accuse dovranno essere successivamente valutate nelle diverse fasi del procedimento, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e sulla base dell’ipotesi accusatoria accolta dal Gip allo stato degli atti, i tre indagati avrebbero agito insieme contro la vittima, che sarebbe stata prima minacciata e successivamente colpita con violenza.

Durante l’aggressione sarebbero stati utilizzati diversi oggetti offensivi, tra cui armi da taglio, un grosso coltello tipo mannaia, un bastone e altri strumenti. Secondo la ricostruzione investigativa, contro il giovane sarebbero state lanciate anche alcune bottiglie.

La vittima, nel tentativo di sottrarsi all’azione e proteggersi dai colpi ricevuti, avrebbe riportato diverse lesioni. In particolare, gli investigatori riferiscono la presenza di ferite lacero-contuse e penetranti, oltre a numerose ecchimosi. Dopo l’aggressione, il giovane è stato trasportato al pronto soccorso, dove gli è stata assegnata una prognosi iniziale di 15 giorni.

Nel corso dell’episodio sarebbe avvenuta anche un’ulteriore condotta contestata dagli inquirenti. Approfittando delle condizioni della persona offesa, uno degli indagati si sarebbe impossessato di 150 euro che si trovavano all’interno della cover del telefono cellulare della vittima, caduto durante l’aggressione.

Questo comportamento ha portato alla contestazione del reato di rapina aggravata in concorso, aggravata dalla presenza di più persone riunite e dall’utilizzo di armi.

Nel procedimento sono inoltre state contestate ulteriori ipotesi di reato relative alle modalità dell’azione. Tra queste figurano le lesioni personali aggravate e il porto ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere, in relazione agli strumenti che sarebbero stati utilizzati durante l’aggressione.

Redazione

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