I Giovani Democratici di Terni hanno inviato una lettera aperta ai dirigenti e alle figure istituzionali del Partito Democratico locale chiedendo un confronto urgente sulle tensioni emerse nei rapporti interni al partito. Nel documento, approvato dall’Assemblea dei GD Terni, vengono evidenziate criticità legate alla gestione organizzativa, alla comunicazione interna e al riconoscimento del ruolo della componente giovanile all’interno del centrosinistra ternano.
La lettera, composta da cinque pagine, mette sotto accusa una situazione che, secondo la giovanile, sarebbe diventata ormai difficile da affrontare attraverso un semplice confronto tra dirigenti. I GD parlano di una “tendenza all’accentramento e alla marginalizzazione del lavoro giovanile”, sostenendo che gli ultimi episodi abbiano reso necessario un momento di discussione più ampio e partecipato.
Nel documento viene ricordato l’impegno portato avanti durante la campagna referendaria, con attività sul territorio, volantinaggi e iniziative pubbliche realizzate insieme al Partito Democratico. I Giovani Democratici rivendicano un ruolo attivo nella vita politica cittadina e chiedono che il loro contributo venga riconosciuto non solo formalmente, ma anche nelle scelte organizzative.
Dopo il congresso dei GD dell’11 aprile 2026, la giovanile spiega di aver impostato il rapporto con il partito sulla base di principi come condivisione, partecipazione e confronto. Tuttavia, nella lettera vengono descritti diversi episodi di incomprensione con la dirigenza, in particolare con la segreteria provinciale del Pd.
Uno dei primi casi citati riguarda un’iniziativa referendaria organizzata dai Giovani Democratici con la partecipazione di Bernard Dika, Gabriele Posti, Sarah Bistocchi e Benedetta Baiocco. Secondo quanto riportato nella lettera, il segretario dei GD sarebbe stato richiamato per aver coinvolto esponenti riconducibili a una componente congressuale diversa.
Su questo punto la giovanile ribadisce il principio dell’autonomia politica e organizzativa. Nel documento viene sottolineato che “i Giovani Democratici sono, per previsione statutaria e per vocazione politica, un’organizzazione autonoma”, contestando quello che viene definito un tentativo di condizionare l’attività della giovanile attraverso le dinamiche interne del partito degli adulti.
Un’altra questione sollevata riguarda il percorso del tavolo “PP Cantiere”, nato dal confronto con le altre forze del centrosinistra. I GD spiegano di aver partecipato alla fase iniziale per la costruzione di un manifesto di valori condivisi, ma lamentano di essere stati successivamente esclusi dalla definizione del documento finale.
Secondo la formazione giovanile, questa scelta avrebbe creato anche un problema di immagine, poiché sarebbero ricadute sui GD polemiche legate a ritardi e decisioni rispetto alle quali affermano di non essere stati coinvolti.
Il capitolo più delicato della lettera riguarda però la Festa dell’Unità 2026. I Giovani Democratici raccontano di aver accettato la richiesta di assumere un ruolo centrale nell’organizzazione, preparando un calendario dedicato e uno spettacolo musicale previsto per il 3 settembre.
Secondo quanto scritto nel documento, durante la riunione del 29 luglio in Federazione sarebbero state apportate modifiche al programma definitivo senza un confronto preventivo. I GD contestano in particolare la decisione del segretario provinciale di modificare l’organizzazione delle loro iniziative. E la festa de l’Unità non prevederà anche per questo scontro, alcun punto di ristoro: nè pizzole nè ristorante, privando dunque il Pd di una fonte di autofinanziamento
La lettera riporta: “Nonostante gli apprezzamenti precedentemente ricevuti da parte delle segreterie provinciale e comunale, il Segretario Provinciale ha attuato modifiche unilaterali al programma definitivo, invertendo le iniziative GD senza preavviso”.
La situazione sarebbe poi peggiorata dopo il rifiuto del segretario dei Giovani Democratici Buzzao di modificare l’impostazione già definita. Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, il confronto politico sarebbe degenerato in uno scontro dai toni personali.
I GD affermano che il segretario provinciale avrebbe sostenuto che “la Festa non appartiene ai GD in ragione dell’assenza di un contributo economico diretto”, interpretando questa posizione come una messa in discussione del lavoro svolto dalla giovanile.
Nel documento viene ringraziato Leopoldo Di Girolamo per l’intervento finalizzato a riportare la discussione su un piano più sereno. Tuttavia, i Giovani Democratici sostengono che gli episodi descritti rappresentino un problema più ampio legato alla gestione del confronto interno.
La richiesta avanzata alla dirigenza del Partito Democratico si articola su tre punti principali: miglioramento della comunicazione interna, rispetto dell’autonomia statutaria dei GD e convocazione di momenti ufficiali di confronto.
La conclusione della lettera richiama la necessità di superare le divisioni interne e le logiche di appartenenza. I Giovani Democratici scrivono che “l’ossessione per i riassetti di corrente deve cedere il passo all’interesse collettivo della città e delle giovani generazioni”.
La giovanile ternana ribadisce infine: “Non siamo più disposti ad assumere un ruolo meramente scenografico per comunicati o foto di rito senza che vi sia un reale riconoscimento del nostro lavoro”, chiedendo la convocazione di un incontro chiarificatore collettivo.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Scendete tutti dalla torre d’Avorio altrimenti sarà dura……
tempi duri prossimamente per tutta questa gente!!!!
Scontro di 💲💲💲💲💲💲💲
…era così già 30 anni fa’!…lo ricordo bene..
Cari senior sarebbe ora di lasciare spazio (vero) alle nuove generazioni, la città deve vivere per loro altrimenti il futuro sarà duro per noi che stiamo invecchiando…
Ho avuto uno scambio di idee con Leopoldo Di Girolamo,persona seria,in cui esprimevo il mio parere in merito all’opportunita’ ed al bisogno del PD Ternano di iniziare a dare visibilità’ ad una figura per le future elezioni Comunali.Non ripetere l’errore della candidatura del Prof. Kenny,persona eccelsa di spessore ma poco conosciuta e cosí bruciata.Con il Referendum abbiamo visto che i giovani se motivati ,sono decisivi ed importanti.I capibastone ci sono sempre stati ed hanno sempre messo i giovani ai margini,usandoli come cornice,come addobbo,ornamento,rifinitura.I Capibastone sono alle prese con le lotte intestine di potere di posizioni di favore di tattiche che… Leggi il resto »
Alessandra Francucci ma…discutono….e meglio chic che cafonal 😉
I radical chic junior che discutono con i radical chic senior.
Bravi è ora di dargli la sveglia
Questi non vanno d’accordo nemmeno fra di loro e vogliono fare il “campo larghissimo”
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂🤦🏻♂️