Ospedale, Terni città universitaria: “Basta polemiche, si attivi vero confronto”

L'associazione culturale interviene nel dibattito sulla localizzazione: sì al dialogo, no ai ritardi

A Terni torna al centro del dibattito pubblico la questione del nuovo ospedale, con l’associazione Terni Città Universitaria, presieduta dal professor Giocondo Talamonti, che si inserisce nella discussione superando lo scontro politico in corso. L’intervento arriva in un momento in cui il confronto sulla localizzazione della struttura sanitaria si è fatto acceso, con posizioni diverse tra chi sostiene l’area già individuata e chi propone un sito alternativo. Secondo l’associazione, il tema non può più essere rinviato e deve essere affrontato con strumenti tecnici rigorosi, superando la fase della sola discussione politica.

Le diverse sensibilità sul territorio

L’associazione riconosce l’esistenza di posizioni divergenti legittime: da un lato chi ritiene che il nuovo ospedale debba sorgere nell’area già individuata, dall’altro chi propone di valutare soluzioni alternative. Un confronto che, secondo Terni Città Universitaria, «può e deve essere affrontato con serietà, senza trasformarlo in un ulteriore elemento di divisione o, peggio ancora, in un motivo per rinviare ancora una volta le decisioni».

Una visione sanitaria più ampia

Per l’associazione, la questione non riguarda soltanto la scelta di un’area edificabile. Facendo riferimento all’esperienza della pandemia, il documento invita a ripensare il sistema sanitario in chiave di resilienza, prossimità e sostenibilità. Il nuovo ospedale, si legge, non può limitarsi a essere una struttura moderna sul piano edilizio e tecnologico, ma deve integrarsi con i servizi territoriali e con un sistema capace di mettere in relazione ospedale, medicina di prossimità, prevenzione, assistenza e innovazione. In questo disegno, l’associazione richiama anche l’importanza del rapporto con l’Università come elemento strategico per il futuro della sanità ternana.

Un accordo di programma per uscire dallo stallo

Tra gli strumenti indicati come fondamentali, Terni Città Universitaria cita la necessità di un accordo di programma capace di definire con chiarezza responsabilità, tempi e risorse tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti nell’operazione. Un passaggio ritenuto indispensabile per superare la fase di stallo decisionale che da anni caratterizza il dossier.

Il nodo urbanistico e la questione delle aree

Sul piano tecnico, l’associazione ricorda che il piano regolatore vigente individua l’area di Colle Obito come sede del futuro ospedale. Qualora si optasse per una localizzazione diversa, sarebbe necessario un intervento del Comune per modificare gli strumenti urbanistici, con tutti gli atti amministrativi conseguenti. Un altro elemento giudicato decisivo riguarda la proprietà delle aree: un sito già di proprietà comunale semplificherebbe e velocizzerebbe l’iter, mentre la scelta di un’area privata comporterebbe la necessità di affrontare il tema degli espropri, con ricadute sui tempi e sulla complessità dell’intervento.

Basta scelte solo politiche, serve rigore tecnico

Per l’associazione, la decisione sulla localizzazione non può fondarsi unicamente su valutazioni politiche o preferenze territoriali. Occorrono invece analisi tecniche solide e trasparenti, in grado di mettere a confronto costi, tempi, accessibilità, qualità urbanistica e capacità della struttura di integrarsi con il sistema sanitario del futuro, considerando i profili urbanistico, ambientale, viario, economico, infrastrutturale e sanitario.

La proposta di un convegno pubblico

Per contribuire a superare le contrapposizioni in corso, Terni Città Universitaria si è resa disponibile a organizzare un convegno pubblico e partecipato, aperto alla cittadinanza, nel quale mettere a confronto le diverse posizioni. L’obiettivo, spiega l’associazione, è soprattutto ascoltare i tecnici che sostengono le proprie tesi con dati, progetti e indicazioni precise sulle risorse necessarie alla realizzazione della nuova struttura.

L’associazione conclude sottolineando la complessità del dossier: «Il problema non è semplice e nessuno può pensare di avere in tasca una soluzione preconfezionata: ma proprio per questo va affrontato con serietà, disponibilità all’ascolto e senso di responsabilità. E, soprattutto, con quell’amore per Terni che deve guidare ogni scelta quando in gioco c’è il futuro della nostra città e la salute dei suoi cittadini».

Redazione

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Commento da Facebook
27 giorni fa

Con chi lo attivi il confronto con la chierichetta? Ciao.

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