Una truffa online legata alla prenotazione di una vacanza estiva ha colpito una giovane coppia originaria di Terni, che a metà luglio aveva individuato un annuncio per una casa vacanze a Tortoreto, in provincia di Teramo, a circa duecento metri dal mare. L’obiettivo era trascorrere la settimana di Ferragosto insieme a due bambini piccoli e ad altri familiari, per un totale di otto persone. A raccontare l’accaduto è il Corriere dell’Umbria, che ha ricostruito la vicenda passo dopo passo.
Tutto era partito nel modo più naturale: la ricerca di una sistemazione adatta alle esigenze di una famiglia numerosa, con bambini piccoli al seguito, aveva portato la coppia a individuare online un immobile che sembrava rispondere perfettamente alle necessità del gruppo. La scelta era ricaduta su un annuncio per una casa a poca distanza dal litorale di Tortoreto, località scelta per conciliare relax e comodità genitoriali durante la settimana clou dell’estate.
I primi contatti con l’operatore della piattaforma digitale erano iniziati proprio a metà luglio, in vista del soggiorno programmato per la settimana di Ferragosto. Come raccontano i due protagonisti della vicenda: “Ci siamo messi a cercare una sistemazione per passare le vacanze estive nella settimana di Ferragosto. Dopo aver visto l’annuncio online, siamo entrati in contatto con un operatore di una piattaforma digitale per quanto riguardava l’affitto di una casa a Tortoreto a duecento metri di distanza dalla spiaggia. Questo accadeva a metà luglio, con il periodo della vacanza nell’attuale settimana da Ferragosto in poi”.
Nelle settimane successive lo scambio di informazioni era proseguito con regolarità: dettagli sulla casa, indicazioni sugli stabilimenti balneari della zona e sui servizi disponibili venivano forniti nei minimi particolari, tanto da far apparire la prenotazione come del tutto affidabile. La svolta, negativa, è arrivata però a ridosso della partenza, subito dopo il versamento di una somma di denaro richiesta come acconto.
“Ci hanno chiesto di versare 400 euro, cifra utile per coprire la quota della caparra. Da quel momento, però, i contatti non tra noi si son interrotti”, raccontano ancora i due. Proprio il pagamento della caparra ha segnato l’inizio della fase più critica della vicenda, quella in cui sono emersi i primi segnali della truffa.
Da quel momento, ogni tentativo di comunicazione è caduto nel vuoto: “Messaggi whatsapp, chiamate, non siamo riusciti più a metterci in contatto con chi di dovere in avvicinamento alla vacanza. I giorni passavano ma non avevamo più notizie”. Di fronte al silenzio dell’interlocutore e all’avvicinarsi della data di partenza, la coppia ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, sporgendo regolare denuncia.
Il caso della coppia ternana si inserisce in un quadro più ampio che riguarda le truffe legate alle prenotazioni di vacanze al mare, un fenomeno che, secondo quanto riferito dalle stesse forze dell’ordine, continua a colpire un numero crescente di persone in tutta Italia, raggirate attraverso false offerte di affitto pubblicate su piattaforme digitali e annunci online.
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Enrico Zingaretti
Purtroppo capita a chi non si affida a ” gente del mestiere”
Triste a chi capita.
Non è la prima volta
Idem tramite boooking .
Per anni ho fatto tutto con booking…..
A me anni fa su booking..chi mi ha “rubato “200 euro di caparra era un signore ex venditore di case di Pinerolo.vive in svizzera e nessuno gli può fare nulla