La chiusura della Foresta Fossile di Dunarobba e del centro di paleontologia vegetale ha aperto un confronto politico e istituzionale ad Avigliano Umbro. I consiglieri comunali del gruppo “Per Avigliano Umbro”, Roberto Pacifici, Giuseppe Chianella e Umbro Selvetti, hanno espresso dubbi sulle modalità con cui è stata disposta la sospensione delle visite, chiedendo maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione comunale e della soprintendenza.
Il sito, considerato uno dei luoghi paleontologici più importanti dell’Umbria, rappresenta una testimonianza scientifica di rilievo internazionale. I tronchi fossili conservati in posizione verticale da milioni di anni costituiscono una rara testimonianza della storia geologica, climatica e ambientale del territorio, rendendo Dunarobba un punto di riferimento per studiosi, scuole e visitatori.
Secondo quanto comunicato dagli enti interessati, la chiusura sarebbe legata ad attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e alle procedure per individuare un nuovo soggetto incaricato della gestione, dopo la scadenza della convenzione con la cooperativa Surgente.
La chiusura durante la stagione turistica
I consiglieri di opposizione hanno però sollevato interrogativi sulla tempistica della decisione. La chiusura del sito, prevista dal 22 agosto, arriva infatti in un periodo considerato strategico per il turismo e per le visite didattiche.
Secondo il gruppo “Per Avigliano Umbro”, la sospensione delle attività rischia di penalizzare il territorio proprio nel momento in cui aumentano le opportunità di visita e programmazione scolastica. Le scuole rappresenterebbero infatti una quota significativa dei visitatori annuali della foresta fossile, con una percentuale stimata tra il 60 e il 70% del flusso turistico-didattico.
I consiglieri riferiscono inoltre che alcune prenotazioni sarebbero già state cancellate a causa della chiusura. In particolare, viene citato il caso di circa 90 persone che avrebbero rinunciato alla visita nei giorni immediatamente successivi alla comunicazione dello stop.
L’opposizione sostiene che negli ultimi quarant’anni il sito non sarebbe mai stato completamente chiuso al pubblico, anche in occasione di precedenti interventi di manutenzione sui reperti fossili.
Gestione del sito e mancata proroga alla cooperativa
Un altro punto sollevato riguarda la gestione della struttura. La convenzione con la cooperativa Surgente, prima cooperativa di comunità dell’Umbria, sarebbe arrivata alla scadenza. Secondo i consiglieri comunali, il contratto avrebbe previsto la possibilità di una proroga temporanea, fino a un massimo di un anno, per garantire la continuità del servizio durante il passaggio verso un nuovo affidamento.
La richiesta di chiarimento riguarda quindi il motivo per cui non sarebbe stata utilizzata questa possibilità, evitando un’interruzione della gestione proprio nel periodo estivo.
I rappresentanti del gruppo di opposizione hanno anche fatto riferimento ai rapporti difficili tra il sindaco e la cooperativa, sostenendo che tali contrasti potrebbero aver influito sulle decisioni adottate. Si tratta di una posizione politica espressa dai consiglieri, che chiedono comunque una spiegazione pubblica sulle scelte amministrative.
Richiesta di atti ufficiali e programma per la riapertura
Tra gli elementi contestati c’è anche l’assenza, secondo quanto dichiarato dai consiglieri, di un atto amministrativo specifico che formalizzi la chiusura della struttura.
Per il gruppo “Per Avigliano Umbro”, una decisione riguardante un bene culturale di tale importanza dovrebbe essere accompagnata da un documento ufficiale con indicazioni precise sulle motivazioni, sulla durata della chiusura, sugli interventi previsti e sulle condizioni necessarie alla riapertura.
L’opposizione chiede quindi di conoscere l’atto che dispone la chiusura, la natura degli interventi programmati, i tempi del nuovo affidamento, la data prevista per la riapertura e i costi delle operazioni di manutenzione.
I consiglieri precisano di non mettere in discussione la necessità di proteggere e conservare i preziosi reperti della foresta fossile, ma criticano la gestione del percorso che ha portato alla sospensione delle visite.
La richiesta finale è quella di garantire ai cittadini, agli operatori turistici e ai visitatori informazioni complete e documentate sul futuro del sito. La Foresta Fossile di Dunarobba viene definita un patrimonio scientifico, culturale e turistico che necessita di tutela, ma anche di una programmazione chiara e trasparente.
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