Dopo il successo dell’ultima edizione di LETZ FESTIVAL, arriva a Terni un nuovo progetto dedicato alla scoperta di artisti, suoni e linguaggi che spesso restano lontani dai circuiti più esposti. Si chiama Sottobosco ed è lo spin-off del festival nato con l’obiettivo di continuare a esplorare la scena musicale contemporanea attraverso proposte laterali, curiose e interessanti. L’idea nasce dalla volontà di Letz Festival di proseguire il proprio percorso oltre i confini delle formule più consolidate. Se l’ultima edizione aveva portato migliaia di persone negli spazi del centro di Terni, Sottobosco guarda ora a ciò che cresce lontano dai riflettori. Il progetto punta a intercettare realtà e artisti in movimento, dando loro uno spazio nel quale incontrare il pubblico. Non si tratta quindi soltanto di una nuova rassegna musicale. Sottobosco vuole diventare uno spazio di ricerca e di connessione. Un luogo nel quale generi differenti, sperimentazione e nuove forme espressive possano trovare attenzione. Il progetto parte da Terni e prova a costruire un nuovo punto di osservazione sulla musica contemporanea.
Il debutto di Sottobosco il 29 agosto al Tonico di Terni
Il primo appuntamento con Sottobosco è fissato per sabato 29 agosto 2026 al Tonico di Terni. La serata prenderà il via alle 21:00 e proseguirà fino alle 02:00, alternando musica dal vivo e dj set. Un programma costruito per accompagnare il pubblico attraverso momenti e sonorità differenti. La parte live sarà affidata a Glomarì, cantautrice poliedrica che sviluppa un linguaggio personale attraverso l’incontro tra immaginario intimo, folk e sperimentazione elettronica. La sua ricerca mette insieme suono, parola e immagine, creando un universo artistico originale e fortemente riconoscibile. Il suo percorso comprende anche un importante riconoscimento ottenuto nel 2019. Glomarì ha infatti vinto il premio Artefici del nostro tempo alla 58ª Biennale d’Arte di Venezia per il videoclip Mostarda. Un’esperienza che racconta la dimensione trasversale della sua ricerca artistica e che si inserisce perfettamente nella filosofia del nuovo progetto di Letz. L’appuntamento al Tonico rappresenterà quindi il primo passo concreto di Sottobosco. Una serata pensata per presentare al pubblico il nuovo progetto e, allo stesso tempo, mostrare attraverso la musica la direzione della ricerca intrapresa da Letz Festival.
Glomarì e Fiore, musica e nuove connessioni artistiche
Accanto a Glomarì ci sarà Fiore, artista inserita nel programma grazie alla collaborazione con Lunatika Factory. La presenza di Fiore nasce da una precisa volontà: creare un collegamento tra realtà, artisti e percorsi differenti. È un elemento che riflette uno dei principi alla base di Sottobosco, cioè la costruzione di nuove connessioni all’interno della scena musicale. La collaborazione con Lunatika Factory amplia così la prospettiva del progetto. Sottobosco non punta soltanto a portare sul palco singoli artisti, ma vuole intercettare esperienze e percorsi che possono dialogare tra loro. La musica diventa quindi anche uno strumento per creare relazioni tra realtà diverse e favorire nuovi incontri. La presenza di Fiore insieme a Glomarì contribuisce a definire il carattere della serata del 29 agosto al Tonico. Due percorsi artistici inseriti all’interno di un programma che guarda alla ricerca e alla sperimentazione, senza legarsi a un unico genere musicale. È proprio questo uno degli aspetti che caratterizzano Sottobosco. Il progetto nasce per andare oltre le categorie più rigide e per dare spazio a proposte che possono svilupparsi in territori musicali differenti. La curiosità e la ricerca diventano così il filo conduttore della nuova iniziativa di Letz Festival.
Dopo i concerti arrivano i dj set di Prisca Hartmann e Letz Soundsystem
La serata non si concluderà con i concerti. Dopo i live, il programma di Sottobosco continuerà con i dj set di Prisca Hartmann e Letz Soundsystem. La musica accompagnerà il pubblico fino alle 02:00, completando una serata costruita intorno a linguaggi e modalità di fruizione differenti. La scelta di alternare musica dal vivo e dj set risponde alla volontà di creare un appuntamento capace di svilupparsi nell’arco dell’intera serata. Il pubblico potrà passare dall’ascolto delle performance live a una dimensione più legata al djing e alla selezione musicale. Anche in questa parte del programma emerge la filosofia del nuovo progetto. Sottobosco non vuole limitarsi a proporre un singolo momento musicale, ma costruire un’esperienza nella quale artisti e pubblico possano condividere uno spazio per diverse ore. Il programma del 29 agosto si chiuderà quindi con una fase più libera e dinamica, affidata a Prisca Hartmann e Letz Soundsystem. Saranno loro ad accompagnare la serata verso la conclusione, mantenendo vivo il percorso musicale iniziato con i live di Glomarì e Fiore.
Sottobosco, un nuovo spazio per ciò che cresce lontano dai riflettori
Con la nascita di Sottobosco, Letz Festival apre un nuovo capitolo della propria ricerca musicale. Il progetto parte da una domanda semplice: cosa si muove sotto la superficie della scena contemporanea? La risposta arriva attraverso artisti, realtà e percorsi che spesso crescono lontano dai riflettori e che possono trovare in questo nuovo spazio un’occasione per incontrare un pubblico più ampio. La filosofia di Sottobosco guarda quindi alla scoperta. Il progetto vuole intercettare proposte musicali laterali, curiose e interessanti, senza fermarsi ai generi più conosciuti o alle formule già consolidate. È un modo per continuare a esplorare la musica e per valorizzare ciò che si muove ai margini della scena. Il primo appuntamento al Tonico di Terni, sabato 29 agosto, rappresenta l’inizio di questo percorso. Glomarì, Fiore, Prisca Hartmann e Letz Soundsystem saranno i protagonisti della serata inaugurale, sostenuta anche dalla collaborazione con Lunatika Factory. Sottobosco nasce così come un progetto aperto alla ricerca e alle connessioni. Un nuovo spazio attraverso il quale Letz Festival vuole continuare a guardare avanti, alla scoperta di artisti e linguaggi in movimento. Non tanto per seguire ciò che è già sotto i riflettori, quanto per andare a cercare ciò che sta ancora crescendo lontano dalla superficie.
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