La nuova legge regionale sui rifiuti e i veleni. Dopo la riunione del Consiglio delle autonomie locali nella quale è stato esaminato il disegno di legge di palazzo Cesaroni, sono partite le polemiche e i botta e risposta. Alla base di questi, divergenze politiche tra vari soggetti. Tra il sindaco di Terni e presidente della Provincia Stefano Bandecchi che parla di legge che mette ancora le mani nelle tasche dei cittadini e anche di incapacità dell’amministrazione regionale di sfruttare il fattore energetico dei rifiuti e il Movimento 5 Stelle che gli risponde per le rime, accusandolo di caldeggiare ancora l’incenerimento quando non sono più previsti altri impianti del genere. Con tanto di rilancio da parte di Bandecchi e di intervento in suo appoggio del consigliere comunale ternano Claudio Batini che parla senza mezzi termini di tasse aumentate e di gettito fiscale quadruplicato sulle discariche fino al 2035, con rischio che ne risenta anche l’economia ternana, a cominciare dall’Acciai speciali Terni che è la più grossa azienda del territorio. Insomma, basta toccare il tasto dei rifiuti ed ecco venire fuori polemiche e veleni a livello di dialettica politica.
Bruciare i rifiuti a Terni
Dopo le parole di Bandecchi, l’attacco dl Movimento 5 Stelle non tarda ad arrivare, in seguito alle prime dichiarazioni di Bandecchi con le quali critica il disegno di legge regionale sui rifiuti, ponendo l’accento, oltre che sul fatto che metterebbe le mani nelle tasche degli umbri, sulla frase legata al fatto ch ela Regione non avrebbe colto l’importanza energetica dei rifiuti. Per i Pentastellati, un chiaro riferimento all’incenerimento: “La verità – dice il consigliere comunale ternano Claudio Fiorelli del movimento stesso – è finalmente sotto gli occhi di tutti. Dietro agli attacchi contro la nuova proposta di legge regionale sui rifiuti e contro l’assessore Thomas De Luca, si nasconde una precisa e inaccettabile intenzione del sindaco di Terni e presidente della Provincia, emersa chiaramente durante la riunione del Consiglio delle autonomie locali convocata per discutere proprio dell’aggiornamento del piano rifiuti. Nel corso della seduta, davanti a tutti i membri del Cal, Bandecchi ha detto chiaramente di voler bruciare i rifiuti di tutta la regione a Terni, confermando questa volontà anche nel suo comunicato, edulcorato dietro la retorica del mancato sfruttamento energetico. Per questo, attacca l’assessore De Luca che, come noto, sta portando avanti una riforma coraggiosa e innovativa nella gestione dei rifiuti, pensata per dire definitivamente basta alla stagione degli inceneritori e ai nuovi ampliamenti delle discariche“.
L’invito al giardinaggio
Ma Bandecchi rilancia e ne ha anche per Fiorelli, commentando questa dichiarazione dell’esponente M5S in Consiglio comunale e parlando di demagogia, lodando il consigliere pentastellato come anestesista ma sollevando perplessità sulle sue competenze in economia. “Fiorelli – dice il sindaco di Terni e presidente dell Provincia – deve darsi al giardinaggio. Il termovalorizzatore regalato dalla sinistra all’impresa privata lavora oggi a Terni 24 ore al giorno, ma brucia rifiuti di altri. Intanto l’Umbria annaspa aumentando la tassa di raccolta dei rifiuti ogni anno. Solo Terni, sino a oggi, ha resistito. Grazie al sottoscritto. I Cinquestelle o hanno la segatura nel posto sbagliato, o sono venduti ai grandi capitali del nord. Smascheriamo una volta per tutte una sinistra demagogica, improduttiva e piena di fallimenti, venduta a un sistema che ruba dalle tasche dei cittadini i pochi soldi che anni di governo hanno lasciato al popolo“.
Dietro alla favola, il salasso fiscale fino al 2035
Una dichiarazione sul disegno di legge regionale legato ai rifiuti arriva anche da Claudio Batini, consigliere comunale di maggioranza (Alternativa popolare) a Terni. Parla di numeri che “smentiscono la favola della transizione ecologica e svelano un’operazione di pura cassa“. Le Regione, come afferma, programma un balzo delle entrate da 1,2 milioni di euro a quasi 4,9 milioni nel 2028, mantenendo l’asticella sopra i 3,7 milioni costanti fino al 2035. “Questo – dice – significa una cosa sola, certificata nero su bianco: Palazzo Donini ha già programmato che di circolare non ci sarà nulla e che per i prossimi dieci anni le discariche umbre dovranno continuare a riempirsi a ritmo serrato per tenere in piedi i bilanci regionali“. Per Batini, dietro allo slogan ‘rifiuto zero’ c’è il pericolo concreto di un salasso che andrà a colpire le tasche dei cittadini e il cuore industriale del territorio. “Il rincaro dell’ecotassa a 25,82 € a tonnellata e il nuovo prelievo del 3,5% sulle tariffe d’impianto – afferma – faranno esplodere i costi di smaltimento, scaricandosi inesorabilmente sulle bollette Tari dei ternani. Allo stesso tempo, l’imposizione di tributi punitivi sulle scorie industriali e sugli inerti edili, senza che esistano filiere di recupero già operative, si traduce in una tassa punitiva sulla produzione. A compensare le scelte della giunta regionale saranno le nostre realtà produttive, a partire da Ast, strangolate da extracosti che minano la competitività del polo siderurgico e l’occupazione“.
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