Per la prima volta, ecco un’apertura da parte della Regione dell’Umbria al progetto della nuova clinica legata al nuovo stadio Liberati. Arriva dopo quasi un anno di polemiche, veleni e battaglie a suon di ricorsi e carte bollate. Ci è voluta la mossa del Comune di rinunciare a ricorrere al Consiglio di Stato nei confronti della sentenza con la quale il Tar dell’Umbria, a marzo 2026, aveva accolto il ricorso della giunta regionale per impugnare la determina dirigenziale comunale del luglio 2025 con il permesso a costruire stadio e clinica. proprio la rinuncia al passaggio all’ulteriore grado di giustizia amministrativa da parte di palazzo Spada (e della società Stadium) ha prato la giunta regionale a esprimere il suo giudizio positivo sulla stessa e a far capire che gli uffici regionali si sono pronunciati sulla fattibilità del progetto. Si specifica pur sempre, però, che questo non riguarda l’accreditamento e il convenzionamento degli 80 posti, essendo una procedura non legata a questa e da espletare solo successivamente.
La rinuncia che cambia tutto
Palazzo Spada ha comunicato in regione la sua decisione formale di rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato. Di conseguenza si è riaperto il percorso chiesto proprio da palazzo Spada in primavera di chiedere di nuovo alla Regione il parere sul proseguimento dell‘iter realizzativo della clinica seguendo stavolta le indicazioni emerse dalla sentenza del Tar. La Regione, in un primo momento, aveva rinviato la decisione in quanto si doveva attendere che la sentenza passasse in giudicato. Cosa che sarebbe avvenuta una volta scaduti i termini del ricorso al Consiglio di Stato. Il Comune, in un primo momento, aveva ricorso al Tar contro il silenzio della Regione, con il tribunale amministrativo che aveva rinviato la discussione al 22 settembre. Ora, però, palazzo Spada fa sapere che non ricorrerà più al Consiglio di Stato.
Si torna nella legalità
Da qui, la nota della giunta regionale nella quale si parla di legalità che trionfa e di questione rientrata sui binari della legittimità. “La rinuncia del Comune di Terni ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar in merito al progetto Stadio-Clinica – si legge nella nota diffusa dalla giunta stessa – conferma la legittimità delle posizioni e delle scelte espresse e intraprese sin dall’inizio della vicenda dalla giunta regionale. La legalità e la legittimità vincono sempre ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima“.
L’accreditamento
Poi, ecco il passaggio del testo della nota nella quale si evince il via libera al Comune per l’iter della clinica: “Ora che l’amministrazione comunale di Terni si è conformata al percorso previsto dalla legge, il servizio regionale ha risposto nella giornata odierna in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente (atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica) concludendo l’adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell’iter relativo al permesso di costruire“. Non manca, però, una precisazione: “L’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa“.
Solo la sanità pubblica
Oltre alla questine clinica, la giunta regionale parla di sanità pubblica, specificando che quella resta “la priorità assoluta” dell’amministrazione regionale. Da qui, l’annuncio del nuovo Piano sanitario regionale che è “in dirittura di arrivo” e anche il rilancio del nuovo ospedale di Terni. La giunta regionale annuncia infatti che è stata avviata la fase delle attività per il dibattito pubblico. “La partecipazione dei cittadini – afferma la giunta regionale umbra sull’argomento dell’ospedale nuovo di Terni – è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l’ospedale pubblico di alta qualità che merita“.
I commenti
Le reazioni dal mondo politico arrivano soprattutto a commentare la vicenda della clinica. Arrivano le parole di Claudio Batini, consigliere comunale ternano e anche presidente del movimento politico Amici di Bandecchi, il quale esprime il ringraziamento nei confronti della Regione, della presidente Stefania Proietti e della giunta: “Vedere finalmente confermata la validità di un percorso che rappresentava l’unica soluzione di diritto e di merito per dare a Terni un’infrastruttura moderna come il nuovo Liberati – afferma – costituisce un risultato di grande rilievo per la città. Prendiamo atto che sono stati necessari due anni di approfondimenti per giungere a quella che si è rivelata una conclusione naturale e inevitabile. Comprendiamo che ciascuna amministrazione operi secondo i propri tempi e con gli strumenti a propria disposizione, ma ciò che conta oggi è l’esito: il riconoscimento di un diritto e di un’opportunità di sviluppo per il territorio ternano“. Il Movimento 5 Stelle, invece, ricalca la traccia della nota della giunta regionale ricordando come si sia perso tempo con il braccio di ferro intrapreso dal sindaco Stefano Bandecchi prima volendo proseguire per la sua strada e poi annunciando il ricorso al Consiglio di Stato. “Il Comune – affermano i pentastellati – rinuncia a contestare la sentenza del Tar e segue finalmente la procedura prevista dalla legge. Era quello che chiedevamo dall’inizio. Nel frattempo Terni ha pagato un prezzo enorme“. Ribadendo anche loro che “se questa strada fosse stata seguita subito, Terni avrebbe evitato mesi di contenzioso, tensioni e scontro istituzionale“. Si fa riferimento anche al fallimento della Ternana calcio, conseguenza proprio della lunga diatriba: “Il progetto della clinica era legato all’operazione economica attraverso cui la Ternana avrebbe dovuto valorizzare il ramo sanitario. Dopo l’annullamento della determina comunale da parte del Tar, quell’operazione è saltata. La stessa proprietà della Ternana ha collegato pubblicamente il venir meno delle certezze sul progetto alla decisione di non immettere ulteriori risorse nella società. Poco dopo il Tribunale ha dichiarato la liquidazione giudiziale della Ternana. Non sosteniamo che una determina amministrativa abbia provocato da sola il dissesto della società, ma è impossibile cancellare dalla storia di questi mesi il peso che gli errori amministrativi, il contenzioso e l’incertezza sul principale asset dell’operazione hanno avuto sulla vicenda Ternana. Ora, dopo tutto questo, il Comune fa quello che avrebbe potuto fare molto prima: seguire la procedura corretta prevista dalla legge, che distingue quattro passaggi: autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all’esercizio, accreditamento e, solo successivamente, eventuale accordo contrattuale con il Servizio sanitario regionale“. Dice, infatti il Movimento: “Il via libera alla realizzazione della clinica non significa assegnare automaticamente a Stadium gli 80 posti letto convenzionati con il Servizio sanitario regionale. L’eventuale accreditamento e il successivo convenzionamento sono passaggi distinti, che verranno affrontati secondo la programmazione sanitaria e le procedure previste dalla legge“.
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