Scuola a Terni, M5S propone un piano per l’integrazione linguistica

Daniele Pica chiede al Comune interventi con scuole e CPIA per sostenere gli studenti con difficoltà in italiano e le loro famiglie attraverso laboratori e percorsi dedicati.

Il Movimento 5 Stelle di Terni propone un programma di sostegno linguistico nelle scuole cittadine per affrontare le difficoltà legate all’apprendimento dell’italiano e favorire l’integrazione degli studenti. La proposta arriva dal coordinatore provinciale del M5S Daniele Pica, che interviene dopo i dati sulla presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole primarie ternane e chiede un piano condiviso tra Comune, istituti scolastici, Ufficio scolastico, Regione e CPIA.

Secondo Pica, nelle scuole primarie di Terni gli alunni con cittadinanza non italiana rappresentano il 18,8%, con percentuali più elevate in alcuni istituti: 61,6% alla scuola De Amicis e 49,4% alla Falcone-Borsellino. “I dati descrivono una concentrazione reale, che richiede risorse e interventi mirati. Fare finta di nulla è un errore”, afferma il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle.

Analizzare i bisogni oltre i dati sulla cittadinanza

Secondo Pica, la lettura dei dati deve essere collegata anche alla distribuzione delle famiglie sul territorio.

L’esponente del M5S richiama l’Atlante del Quadro strategico di valorizzazione comunale, secondo cui i residenti stranieri risultano maggiormente concentrati nelle aree Brin, Sant’Agnese, Bosco, Gruber e Villaggio Italia.

“Per comprendere la composizione delle scuole bisogna partire anche da dove abitano i bambini”, sostiene Pica, evidenziando come la vicinanza alla propria abitazione sia un elemento rilevante nella scelta della scuola primaria.

Secondo il coordinatore del M5S, nella scelta dell’istituto incidono fattori concreti come gli spostamenti quotidiani, la presenza di fratelli da accompagnare e gli orari lavorativi dei genitori.

Pica sottolinea inoltre che la percentuale di studenti senza cittadinanza italiana non coincide automaticamente con una difficoltà linguistica.

“Molti bambini senza cittadinanza italiana sono nati e cresciuti qui. Quanti hanno effettivamente bisogno di sostegno linguistico? Quali difficoltà incontrano? Le percentuali citate non rispondono a queste domande”, afferma.

La proposta: valutazione delle competenze e laboratori

Tra le richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle c’è la costruzione di un quadro condiviso dei bisogni, basato sulle valutazioni degli insegnanti.

L’obiettivo è individuare quanti studenti necessitino realmente di un supporto linguistico, quali interventi siano già disponibili e quali esigenze risultino ancora prive di risposta.

Pica propone quindi un piano comunale, realizzato insieme alle scuole, che preveda:

  • percorsi gratuiti di italiano come seconda lingua durante l’anno scolastico;
  • laboratori estivi nelle settimane precedenti l’inizio delle lezioni;
  • attività di sostegno anche nei mesi successivi;
  • interventi organizzati tenendo conto del tempo pieno e delle esigenze degli istituti.

“Al Comune chiediamo di finanziare, d’intesa con le scuole, un piano per rafforzare il sostegno linguistico, partendo dalla De Amicis e dalla Falcone-Borsellino e dai progetti già sperimentati sul territorio”, dichiara il coordinatore del M5S.

Coinvolgere anche i genitori attraverso il CPIA

La proposta riguarda anche le famiglie degli studenti.

Secondo Pica, il Comune dovrebbe rafforzare il collegamento con il CPIA per rendere più accessibili i corsi di italiano rivolti ai genitori, attraverso sedi e orari compatibili con lavoro e gestione familiare.

“Aiutare chi ha difficoltà con l’italiano serve a garantire una buona scuola a tutta la classe”, sottolinea Pica.

Il M5S richiama anche alcune esperienze già avviate sul territorio, come i corsi per le mamme programmati alla De Amicis nel 2023, chiedendo di verificare quali iniziative siano proseguite e quali necessitino di maggiore sostegno.

Il confronto sul tema dei trasferimenti degli studenti

Nel suo intervento Pica affronta anche il dibattito relativo al tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi annunciato dal Governo e successivamente collegato alla conoscenza della lingua italiana.

Secondo il coordinatore del M5S, prima di prevedere eventuali trasferimenti di alunni sarebbe necessario valutare i bisogni effettivi e rafforzare i servizi nelle scuole.

“Prima di decidere dove spostare i bambini bisogna conoscere i loro bisogni e rafforzare gli interventi nelle scuole”, afferma.

Secondo Pica, imporre cambi di istituto per rispettare determinate percentuali potrebbe trasferire sulle famiglie le conseguenze della distribuzione residenziale della città.

Esperienze da valorizzare anche a Terni

Il Movimento 5 Stelle richiama alcune iniziative già realizzate in altri territori.

A Terni viene citato il caso del De Filis, che nell’anno scolastico 2024/25 avrebbe attivato laboratori di italiano in collaborazione con CIDIS.

Secondo Pica, il Comune dovrebbe coinvolgere le realtà già presenti, verificare quali progetti siano ancora attivi e finanziare gli interventi necessari.

Tra gli esempi indicati figurano anche i laboratori estivi di italiano organizzati dal Comune di Piacenza e le attività extrascolastiche finanziate dal Comune di Perugia.

La proposta comprende inoltre doposcuola e laboratori di lettura aperti a tutti gli studenti.

La richiesta di un tavolo tra istituzioni

La proposta finale del M5S è quella di convocare un confronto tra Comune, scuole, Ufficio scolastico, Regione e CPIA per costruire un piano con risorse dedicate, responsabilità definite e verifiche sui risultati.

“Vogliamo che la scuola sia il primo motore dell’integrazione per i bambini e per le loro famiglie”, conclude Pica.

L’obiettivo indicato è garantire strumenti adeguati per gli studenti e sostenere il lavoro degli insegnanti, affinché nessun bambino resti indietro nel percorso educativo.

Redazione

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