Avis Terni lancia l’allarme: “Servono sangue e plasma in ospedale”

Emergenza sangue a Terni: Avis segnala carenze di gruppi sanguigni e plasma e chiede ai cittadini nuove donazioni.

Torna l’emergenza sangue all’ospedale Santa Maria di Terni, con una carenza che riguarda diversi gruppi sanguigni e anche il plasma. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Avis comunale di Terni Sergio Commissari, che richiama l’attenzione sulla necessità di nuove donazioni per garantire le attività dei reparti ospedalieri. La situazione coinvolge anche altre strutture sanitarie umbre, rendendo più difficile il consueto scambio di sangue tra aziende regionali.

Carenza di sangue al Santa Maria di Terni

Secondo quanto riferito dal presidente Avis Terni, la situazione attuale sarebbe particolarmente complessa rispetto al passato, quando le difficoltà riguardavano principalmente alcuni gruppi sanguigni.

La situazione è grave; mentre in passato la carenza riguardava qualche gruppo, attualmente la scarsità riguarda più gruppi sanguigni e plasma”, ha dichiarato Sergio Commissari.

L’associazione, spiega il presidente, mantiene un confronto costante con il servizio Trasfusionale dell’ospedale Santa Maria per conoscere le necessità più urgenti.

Tutte le settimane chiediamo al Trasfusionale del Santa Maria quali i gruppi carenti e da qualche tempo a questa parte in pratica ci sono quasi tutti”, ha aggiunto Commissari.

La difficoltà non riguarda soltanto Terni. Anche gli altri ospedali umbri stanno affrontando una situazione simile, rendendo più complesso il ricorso all’interscambio regionale.

Importazioni da fuori regione e maggiori costi

La riduzione delle disponibilità di sangue sta creando conseguenze anche sul piano organizzativo ed economico.

Secondo Avis Terni, la carenza rende necessario il ricorso a strutture sanitarie esterne alla regione per garantire la continuità delle attività ospedaliere.

Così l’Azienda per garantire l’attività dei vari reparti deve far ricorso ai grandi ospedali con costi elevati per la sanità, poiché importare il sangue da fuori regione costa andando a pesare sulle casse del Santa Maria”, ha spiegato Commissari.

L’ospedale di Terni, essendo una struttura di alta specialità, necessita infatti di una disponibilità costante di sangue e plasma per interventi chirurgici complessi e per le cure di pazienti che necessitano di trasfusioni.

Avis Terni cresce, ma le donazioni non bastano

Nonostante il quadro critico, l’Avis comunale di Terni registra un dato positivo sul fronte dei donatori.

Nei primi otto mesi del 2026 il numero dei donatori è aumentato del 22,50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un risultato importante, ma che secondo l’associazione non è ancora sufficiente a coprire il fabbisogno dell’ospedale.

Siamo sempre sul campo facendo opera di sensibilizzazione nelle scuole, tra la gente e le istituzioni”, ha spiegato Commissari.

L’attività di sensibilizzazione punta in particolare al coinvolgimento dei giovani, considerati fondamentali per garantire il futuro della donazione di sangue.

Il fabbisogno del Santa Maria

I numeri dell’Avis comunale evidenziano la distanza tra raccolta e necessità ospedaliera.

L’associazione riesce a garantire al Santa Maria di Terni circa 350 sacche al mese, mentre la richiesta media dell’ospedale si aggira intorno alle 600 sacche mensili.

Lo scarto è quindi di circa 250 sacche al mese, una differenza significativa per una struttura dove vengono effettuati interventi chirurgici che possono richiedere importanti quantità di sangue e plasma.

La necessità riguarda anche pazienti non coinvolti in emergenze chirurgiche.

Il sangue e i suoi derivati oltre che servire negli interventi chirurgici anche ai pazienti neoplastici e anemici, persone che dipendono dalle trasfusioni per poter proseguire le terapie o semplicemente per vivere la loro quotidianità”, ha ricordato Commissari.

L’appello alla donazione

Tra le situazioni che possono aumentare improvvisamente il fabbisogno ci sono anche eventi imprevedibili che richiedono grandi quantità di plasma e farmaci plasmaderivati.

L’Avis di Terni rinnova quindi l’invito ai cittadini a donare sangue, facendo leva sul senso di solidarietà della comunità ternana.

L’associazione punta in particolare sui giovani maggiorenni, che possono iniziare il percorso della donazione dopo aver compiuto 18 anni, rappresentando una risorsa fondamentale per mantenere stabile il sistema trasfusionale nel tempo.

Redazione

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