Serafini, stop alle attività senza preavviso: a rischio il futuro di 60 lavoratori

Serafini srl e Srf srl, attive nella commercializzazione di prodotti freschi e nel trasporto per la grande distribuzione, si fermano dopo un provvedimento del tribunale di Terni: il consigliere Guido Verdecchia presenta un atto di indirizzo urgente per i dipendenti.

Una giornata difficile quella di martedì per Serafini srl e Srf srl, due società di Terni che hanno dovuto interrompere le attività a seguito di un provvedimento del tribunale di Terni. La comunicazione è arrivata nelle ultime ore e il personale è stato informato dello stop: per sessanta dipendenti il futuro occupazionale è ora incerto. Le due realtà operano nella commercializzazione di prodotti freschi e nel trasporto per la grande distribuzione organizzata e fanno parte del polo di Maratta. La notizia è stata riportata dall’edizione odierna de Il Messaggero Umbria.

Il reclamo e l’iter giudiziario

Allo stato attuale l’attività è ferma, in attesa di una possibile ripartenza. Il reclamo contro il provvedimento è già pronto: a seguire la vicenda e ad assistere le società è l’avvocato Manlio Morcella. La storia, riferisce la ricostruzione, parte da lontano e si inserisce in un iter giudiziario relativo ad altre società. Nell’atto presentato in Comune si fa riferimento a un provvedimento di fallimento e a un preannunciato ricorso in appello, sui cui sviluppi giudiziari è richiamato il pieno rispetto dell’autonomia della magistratura.

L’atto di indirizzo del consigliere Verdecchia

Sul fronte politico, Guido Verdecchia, consigliere comunale del Gruppo Misto (iscritto a Forza Italia), ha depositato un atto di indirizzo urgente per «accendere un faro istituzionale su un’emergenza sociale improvvisa». L’obiettivo è impegnare l’Amministrazione comunale a sostenere i lavoratori delle due aziende, sessanta nuclei familiari che, secondo il consigliere, fino al giorno prima lavoravano in realtà produttive percepite come sane e puntuali nei pagamenti.

Verdecchia precisa che l’iniziativa non intende cavalcare una vicenda dolorosa né cercare visibilità personale, ma stimolare il Comune di Terni a prendere coscienza della gravità della situazione per il tessuto produttivo cittadino. Il consigliere richiama inoltre il contesto politico di Palazzo Spada, attraversato da una crisi di maggioranza, e sostiene che le emergenze della città non possano attendere gli equilibri interni. «Chi perde il lavoro oggi non può aspettare che si chiariscano le dinamiche interne al palazzo», afferma.

Le tre richieste a sindaco e giunta

L’atto chiede al sindaco e alla giunta di: aprire subito un tavolo di monitoraggio permanente in Comune, con sindacati, rappresentanze dei lavoratori, proprietà e organi della procedura; attivarsi con Prefettura e Regione Umbria per ottenere una corsia preferenziale nell’attivazione degli ammortizzatori sociali e del sostegno al reddito; predisporre misure di welfare comunale, come agevolazioni tariffarie o dilazioni sui tributi locali, per aiutare le famiglie qualora il blocco lavorativo si protraesse.

L’auspicio di una risposta condivisa

Verdecchia auspica che il documento diventi patrimonio dell’intero Consiglio comunale, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione. Nelle sue parole: «Su sessanta famiglie ternane che chiedono tutela e futuro, Palazzo Spada ha l’obbligo di ritrovare compattezza e velocità d’azione».

Redazione

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