Nel territorio provinciale di Terni, il decreto flussi 2024 ha visto l’assegnazione di 185 quote complessive, suddivise tra 156 per lavoro subordinato non stagionale e 29 per lavoro stagionale. Tra le 584 istanze ricevute in quota su un totale di 1.033 domande pervenute, 196 sono state archiviate per assenza dei requisiti. I dati rivelano che la maggior parte delle richieste è arrivata da cittadini del Bangladesh (46%), seguiti da quelli del Pakistan (19%), mentre sono state solo 4 le istanze provenienti dallo Sri Lanka.
A livello nazionale, si è registrata una riduzione del 76% delle istanze presentate rispetto agli anni precedenti. La distribuzione provinciale delle quote di ingresso ha seguito specifiche riserve di legge, rispondendo alle necessità del mercato del lavoro locale.
Il ruolo del consiglio territoriale per l’immigrazione
Contestualmente, si sono riavviati i lavori del consiglio territoriale per l’immigrazione, coordinati dalla Prefettura di Terni, coinvolgendo enti, associazioni e forze dell’ordine. Durante la riunione, gli uffici del Prefetto Giovanni Bruno Orlando hanno sottolineato le progettualità in atto per migliorare l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti protezione internazionale.
Tra le iniziative più rilevanti figura il progetto IRIS (Informazione per il Rafforzamento e l’Integrazione dei Servizi per l’Accoglienza), finanziato dai Fondi FAMI 2021-2027. L’obiettivo è quello di potenziare le strategie di governance migratoria territoriale, offrendo un supporto più efficace all’orientamento e all’inserimento sociale e lavorativo degli stranieri.
Prefetto Orlando: sinergia per una gestione efficace dell’immigrazione
Nel corso della riunione, il Prefetto Orlando ha ribadito l’importanza di un’azione coordinata tra istituzioni e attori del territorio per garantire una gestione efficace della domanda e dell’offerta di lavoro. Un’analisi approfondita delle esigenze locali è fondamentale per delineare un quadro chiaro delle reali necessità assunzionali.
“È essenziale – ha dichiarato Orlando – rilanciare il ruolo del Consiglio territoriale per l’immigrazione come strumento per intercettare le esigenze del territorio e favorire l’integrazione sotto molteplici aspetti: lavorativo, socio-sanitario e scolastico. Inoltre, è prioritario sviluppare strategie per contrastare fenomeni di illegalità e irregolarità, attraverso sinergie operative tra i diversi livelli istituzionali e sociali”.
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