Una complessa indagine dei carabinieri della stazione di San Gemini (Terni) ha portato alla denuncia di cinque persone — due donne italiane e tre uomini di origini africane, tutti residenti in diverse regioni italiane e con un’età compresa tra i 26 e i 72 anni — per il reato di riciclaggio, nell’ambito di un caso di “romance scam”, ovvero un raggiro sentimentale perpetrato online.
La vittima, una donna di oltre sessant’anni residente nella provincia di Terni, aveva presentato denuncia a marzo dello scorso anno, dopo aver compreso di essere caduta in una truffa. L’inganno era iniziato nell’autunno del 2023, quando aveva conosciuto su un social network un uomo che si era finto innamorato. Dopo settimane di scambi di messaggi e promesse di una vita insieme, l’uomo aveva cominciato a richiedere somme di denaro con scuse legate a emergenze personali.
Un copione ben rodato e già noto agli investigatori
L’inganno si era sviluppato in modo graduale, con richieste inizialmente modeste che con il tempo erano diventate sempre più frequenti e consistenti. La donna, convinta della sincerità dell’uomo, ha versato in totale circa 25.000 euro tramite ricariche su carte prepagate. L’uomo, pur promettendo più volte un incontro, trovava sempre delle scuse per rimandare, mantenendo così vivo il legame solo virtuale.
Durante l’attività investigativa, i carabinieri hanno scoperto che le foto utilizzate dal truffatore erano state prelevate dal web, appartenenti a un individuo reale completamente estraneo ai fatti e già vittima di furto d’identità in truffe simili avvenute in altre regioni italiane.
Il denaro subito trasferito all’estero
Attraverso l’analisi dei movimenti delle somme versate, gli investigatori sono riusciti a risalire agli intestatari delle carte prepagate, tutte persone realmente esistenti. Alcuni di loro risultavano già coinvolti in precedenti indagini per truffe analoghe. I carabinieri hanno accertato che il denaro veniva immediatamente trasferito su conti correnti ubicati all’estero, mentre una piccola percentuale veniva trattenuta e successivamente fatta circolare su altre carte o conti italiani intestati agli stessi soggetti.
I cinque identificati sono stati quindi denunciati per riciclaggio, in quanto ritenuti parte attiva nella gestione e nel trasferimento illecito dei fondi ottenuti con l’inganno.
Un fenomeno in crescita e difficile da arginare
Il caso di Terni si inserisce in un quadro sempre più preoccupante di truffe sentimentali online, che colpiscono in particolare persone sole o vulnerabili. Le autorità raccomandano di mantenere sempre alta l’attenzione nei rapporti nati sui social e di non inviare mai denaro a persone conosciute solo virtualmente.
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