Corridore su stadio e clinica: “Siamo al paradosso, ma difenderemo Terni”

Il vicesindaco rilancia la validità di progetto e atti: "Qui c'è un problema politico"

Terni non ci sta e farà valere le sue ragioni. Anche il vicesindaco, Riccardo Corridore, è intervenuto sulla vicenda del ricorso al Tar della giunta regionale nei confronti della determina dirigenziale che il 23 luglio dava il via libera all’iter del progetto del nuovo stadio Liberati e della nuova clinica. Attraverso un video Instagram, annuncia che Terni si difenderà. Tra l’altro, si pone alcune domande su questioni sollevate dalla Regione ma che, a sua detta, non corrispondono con l’esito della conferenza di servizi decisoria. Secondo il vicesindaco, dunque, si è creata una situazione paradossale. Intanto, Corridore si domanda come mai sia stato conferito l’incarico ad avvocati esterni e non all’avvocatura della Regione.

PRESCRIZIONI SUPERATE. La prima questione sollevata è proprio sull’esito della conferenza di servizi decisoria del 2022. “Come mai – domanda – era stata definita come chiusa positivamente con prescrizioni? Ciò, naturalmente era riferito alla clinica, allo stato degli atti con il vincol0 con il progetto dello stadio e l’interesse pubblico e con l’accreditamento dei posti che sarebbe avvenuto succesivamente laddove ricorressero i requisiti di legge. Ma se una conferenza di servizi si chiude positivamente, perché poi si sostiene il contrario?“. La situazione, secondo Corridore, è stata già sanata: “La successiva delibera della giunta Tesei aveva stabilito il piano del fabbisogno sanitario individuando 80 posti per la provincia di Terni. E proprio perché le prescrizioni erano vincolate pure a questo aspetto, tali prescrizioni alle quali era vincolata la conferenza di servizi decisoria, sono state poi rispettate“. Deduce, quindi, che il vero problema sia un altro: “Il problema è di carattere politico. Il problema è che la città di Terni viene sempre messa in secondo piano. Come mai, la giunta regionale non verifica se le cliniche perugine, che agiscono in proroga, hanno tutti i requisiti? Sono tante, le domande alle quali dobbiamo avere una risposta“. Cita, poi, i consiglieri e gli assessori della maggioranza consiliare in Regione che sono espressioni del territorio ternano: “Cosa fanno? Dovranno sicuramente camminare a occhi bassi di fronte ai cittadini”. Si preannuncia battaglia: “Noi non ci fermeremo e porteremo avanti la nostra battaglia, a difesa e tutela del nostro territorio“. Infine, un commento sulla presunta illegittimità della determina dirigenziale impugnata: “Considerare illegittimo l’atto dell’architetto Piero Giorgini, che ha un’esperienza ultratrentennale, ci sembra una baggianata. Siamo convinti di aver ragione e lo dimostreremo“.

Redazione

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