Verso l’incontro con Trenitalia, i pendolari ternani: “I disagi sono ancora tanti”

Ritardi, sovraffollamenti e anche prezzi in crescita: "Così l'Umbria rischia l'isolamento"

Il Comitato Vita da pendolare Terni prende posizione, a pochi giorni dall’incontro tra i vertici di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana e l’assessore regionale umbro ai trasporti Francesco De Rebotti. Torna a denunciare la situazione del trasporto ferroviario in Umbria, tra problemi, ritardi e disagi, oltre che prezzi in aumento. Parla di “emergenza sociale ed economica“, con il rischio che l’Umbria si ritrovi isolata. Tornano all’incontro del 21 ottobre alla Camera dei Deputati, promosso dagli onorevoli Emma Pavanelli e Anna Ascani, con la partecipazione del parlamentare Dem Andrea Casu e dell’assessore De Rebotti, sottolineando però come fossero assenti i parlamentari di centrodestra. “Il trasporto pubblico – spiega il comitato – non dovrebbe essere terreno di scontro politico“.

DISAGI AGLI SPOSTAMENTI. Gli stessi pendolari del comitato fanno il punto della situazione, elencado i vari problemi e disagi che ogni giorno migliaia di viaggiatori incontrano. Intanto, di pomeriggio i treni regionali registrano ritardi medi del 19%, con punte fino al 34%. “Trenitalia – si afferma – continua a privilegiare l’alta velocità, relegando i treni regionali a un ruolo secondario, in aperta contraddizione con il contratto di servizio che dovrebbe garantire priorità ai pendolari nelle fasce di punta“. A questo, si aggiungono altre criticità. Intanto, cambi di binario imprevisti, partenze in ritardo per dare la precedenza assoluta ai Frecciarossa, insufficienza di informazioni a chi viaggia con l’applicazione ufficiale di Trenitalia che spesso non segnala i ritardi reali o i cambi di percorso. C’è poi il problema della dorsale Roma–Terni–Perugia, sulla quale viaggiano vetture lente e vecchie nonostante la Regione Umbria avesse acquistato già nel 2018 dodici nuovi treni. Il comitato torna anche sulla questione della mancata formalizzazione della proroga della delibera che dovrebbe tutelare i treni regionali veloci e impedire che vengano dirottati sulle linee lente. “Senza questa garanzia – afferma – i pendolari temono che anche i nuovi convogli, quando arriveranno, subiscano lo stesso destino“.

DISAGI AL PORTAFOGLI. Un’altra questione da rivedere e affrontare è quella legata all’aspetto economico, tra rimborsi e anche abbonamenti che aumentano di prezzo. “Gli abbonamenti continuano ad aumentare – si sostiene – mentre i rimborsi per i disservizi restano quasi inesistenti. Le procedure sono confuse, i criteri poco trasparenti e, nella maggior parte dei casi, i pendolari non ottengono alcun risarcimento nonostante i ritardi quotidiani. Anche la Carta Tutto Treno, che un tempo rappresentava una valida alternativa per chi viaggia spesso, è diventata più costosa e meno utile, aggravando ulteriormente il peso economico sulle famiglie umbre“. Il Comitato Vita da pendolare Terni si augura che nell’incontro de 3 novembre vengano affrontate le varie problematiche. “Non chiediamo miracoli – dicono dal comitato stesso – ma solo rispetto e serietà“.

Redazione

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