Nuovo appello della madre di Asia: “Mia figlia peggiora ma ancora viene ignorata”

Asia è malata, la sua condizione peggiora, necessita di un’assistenza più approfondita anche per la sua incolumità e quella di chi la circonda. Ma su questo, ancora non arrivano risposte. Nuovo appello della madre della giovane, Francesca Basilici. Asia, 21 anni, di Terni, è la ragazza che ad agosto si era allontanata dalla comunità di Amelia alla quale si appoggiava, poi ritrovata. Soffre di disturbi psichici e di tossicodipendenza. Già in estate, dopo l’episodio della scomparsa, sua madre aveva lanciato appelli e richieste di aiuto. Ora, la donna torna a farsi sentire. Anche perché ci sono stati altri episodi recenti che hanno fatto preoccupare, compresa un’aggressione che Asia ha subito. “Nonostante su mia figlia penda da mesi un obbligo di collocazione in residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza – dice la donna – nessuna misura concreta di tutela è stata ancora disposta. Nemmeno dopo che il Giudice tutelare aveva chiesto ai servizi di individuare una struttura ponte, qualsiasi soluzione provvisoria per garantirle sicurezza e continuità di cura. Da allora sono passati mesi, e nulla è accaduto“. La condizione della figlia, nel frattempo, a detta della madre stessa, è ulteriormente peggiorata, “tra sofferenza, violenza e totale abbandono istituzionale“.

TRE VOLTE AL PRONTO SOCCORSO. Negli ultimi due mesi, Asia, per la quale è anche in corso un processo di interdizione, è andata tre volte al Pronto soccorso per altrettanti episodi. A detta della madre, tutti sottovalutati: “Hanno interessato prima una grave crisi psicomotoria con referto che parlava di rischio di morte in assenza di ricovero. Eppure, nonostante l’amministratore di sostegno, le è stato permesso di firmare e andarsene. Il secondo è stato un episodio di autolesionismo grave, con punti di sutura, ma anche allora nessuna attivazione dei servizi o ricovero. L’ultimo (risalente al 10 novembre, ndr) dopo un’aggressione fisica da parte di un ragazzo già da me denunciato più volte. Mia figlia presentava lividi e dolori addominali, ma il medico di turno ha liquidato tutto dicendo che secondo lui non aveva nulla. Nessun codice rosso, nessuna attenzione al fatto che fosse una vittima di violenza. Solo la presenza casuale di alcuni Carabinieri ha evitato che venisse subito dimessa“. E’ così, che Francesca Basilici chiede di accendere i riflettori su un problema che sappia scuotere l’opinione pubblica ma anche le istituzioni. “Questa – dice – non è solo la storia di mia figlia, ma è la storia di un sistema che non vede, non ascolta e non protegge. Un sistema che si perde nei rimpalli tra Centro salute mentale, servizi sociali e Pronto soccorso, mentre le persone più fragili scivolano sempre più giù, fino a sparire“.

Redazione

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10 mesi fa

Perché non viene aiutata possibile che non ci sia nessuna comunità o altro che la possa prendere?

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10 mesi fa

Spdc?

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