Clamoroso e dalle conseguenze imprevedibili quello che è successo nella tarda serata del 14 Novembre. L’intera Giunta del Coni regionale ha infatti sfiduciato il presidente Aurelio Forcignanò, che solo lo scorso Aprile ha preso il posto di Domenico Ignozza, al timone dello sport umbro per 20 anni. A settembre era stato ospite del Comune di Terni nell’ambito della Notte bianca dello sport.
Una lettera firmata da Luigi Repace (vicepresidente vicario), Fabio Moscatelli (vicepresidente), Umbro Brutti, Giacomo Famiani, Costanza Laliscia, Michela Zampa, oltrechè dai due delegati provinciali Roberto Sparnacini e Moreno Rosati mette all’angolo il presidente. Due le motivazioni. La prima è clamorosa: Forcignanò non si è mai dimesso da dirigente del Club Velico Trasimeno, la società di cui è stato a lungo ai vertici. Questa situazione, come spiegano i compoenti della giunta, lo mette in condizioni di incompatibilità
Un dato non presunto ma oggettivo e “da lui stesso confermato”: “Non ha mai provveduto a rimuovere tale causa di incompatibilità nei termini previsti dal Regolamento delle Strutture Territoriali”, sottolineano.
L’altro motivo che i dirigenti lamentano è di fatto una mancata condivisione delle scelte politiche. Nel dettaglio, si legge: “la mancata preventiva condivisione e la politica unilaterale posta in essere dal Presidente, lontana dallo spirito di condivisione che ha sempre animato l’operato del Coni ha reso impossibile un lavoro finalizzato al raggiungimento degli obiettivi cui il Coni territoriale dovrebbe mirare”
Difficile capire cosa succederà adesso. La rottura, a giudicare dalla nota, sembra insanabile. La giunta sottolinea di avere “più volte invitato il Presidente a prendere atto degli errori commessi e ad adottare i necessari provvedimenti per ristabilire il corretto funzionamento dell’organo”. Richiami che però sarebbero rimasti lettera morta. Da qui la decisione di sfiduciarlo.
Starà a Forcignanò adesso decidere cosa fare: sanare la situazione – ma si troverà comunque ad operare con una giunta ostile – o dimettersi. In entrambi i casi, si preannunciano tempi difficili per lo sport umbro.
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