Anche Terni contro il commissariamento regionale della scuola, l’appoggio di Sinistra italiana

"Atto di forza del Governo dopo che il nostro assessore ha bloccato il dimensionamento"

No a un ridimensionamento delle scuole in Umbria e a un commissariamento della Regione riguardo alla gestione dell’istruzione. Sindacati di categoria in campo contro il Governo e le sue decisioni. Dopo la manifestazione di fronte alla Prefettura di Perugia, lunedì 26 gennaio è la volta di Terni, dove il mondo della scuola protesterà. Alla vigilia della manifestazione nel secondo capoluogo regionale, arrivano posizioni dalla politica. In particolare, interviene Sinistra Italiana, attraverso i due segretari provinciali di Terni e Perugia.

Atto di forza

Secondo Emiliano Listanti e Roberto Pileri, segretari di Sinistra italiana rispettivamente di Terni e Perugia, non è ammissibile l’atteggiamento del Governo. “Denunciamo con forza – dicono – l’inaudito atto di forza che ha deciso di commissariare la nostra Regione. Un provvedimento che arriva per un solo motivo: il nostro assessore alla Scuola ha avuto il coraggio di bloccare un piano di dimensionamento privo di trasparenza, ricorrendo al Presidente della Repubblica e mettendo una sospensiva sulle delibere di dimensionamento. Criteri oscuri e mancanza di trasparenza. Il nostro ricorso nasce da una constatazione oggettiva: i criteri scelti dal Governo per tagliare le autonomie scolastiche in Umbria non sono stati trasparenti. Non è accettabile che il futuro di migliaia di studenti, docenti e famiglie venga deciso sulla base di parametri fumosi che sembrano penalizzare arbitrariamente il nostro ed altri territori che si sono apertamente schierati contro le politiche dei ragli alla scuola di questo governo“.

 

Precedente pericoloso

Sinistra italiana parla di “commissariamento per scavalcare la legalità“. Si afferma, infatti: “Invece di rispondere nel merito del ricorso e rispettare i tempi della giustizia amministrativa, il Governo ha scelto la via del commissariamento per scavalcare la sospensiva della Regione. È un precedente gravissimo. Si nega il confronto istituzionale pur di accelerare tagli che allontanano le dirigenze dai plessi e smantellano la qualità del servizio scolastico“. Sinistra Italiana si dichiara al fianco dei genitori e dei docenti che difendono la scuola. “Accorpare – si afferma – significa favorire lo spopolamento e l’abbandono; noi, al contrario, lottiamo per mantenere i presidi educativi vicini ai cittadini“.

Redazione

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